coronavirus contagi

La cosiddetta “fase 2” nella gestione dell’emergenza Coronavirus è tema centrale su cui sono in corso studi in tutto il mondo. Così anche in Italia – tra false ripartenze, nuove ipotesi e richiamo alla cautela da parte del Governo – dove si pensa a come rimettere in moto il cuore produttivo del Paese senza precipitare nell’abisso di una nuova escalation di contagi. Uno dei punti di domanda riguarda la distanza interpersonale di sicurezza: ci sono diverse raccomandazioni e, per ora, nessuna certezza.

Coronavirus: quale distanza tra le persone?

La domanda tiene banco come un rebus, e la risposta non sembra essere univoca su scala internazionale.

Sulla questione del distanziamento tra le persone, in vista di un orizzonte di “fase 2” – in cui si tornerà al lavoro sotto il segno di un allentamento delle misure restrittive finora in atto -, non c’è ancora un solo orientamento.

Sul sito del Ministero della Salute, tra le domande e risposte fornite ai cittadini sulle misure preventive contro il rischio di contagio, si raccomanda quanto segue: “Evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro“.

Stesso orientamento sulla distanza sociale da tenere che si trova andando a leggere tra le FAQ sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Mantenere una distanza di almeno 1 metro tra se stessi e chiunque tossisca o starnutisca“.

Uno, due metri o forse di più

La misura del distanziamento sociale è senza dubbio quella che resta in testa alle priorità ma ci sono parecchi dubbi su quale sia l’esatta entità per scongiurare il rischio di contagio.

Un metro aiuta, ma se una persona tossisce o starnutisce meglio due“: sono le parole di Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, alla trasmissione Agorà in cui, riporta l’Agi, ha parlato della necessità di “barriere fisiche” come la mascherina per proteggersi dalle goccioline (“droplet”) veicolo di trasmissione del Coronavirus.

C’è poi la raccomandazione dei CDC statunitensi (Centers for Disease Control and Prevention), che alla voce “distanziamento sociale” nell’era del Covid-19 raccomanda quanto segue: “Stare ad almeno 2 metri da altre persone“.

Il tema è centro di gravità intorno a cui orbitano le posizioni di differenti studi scientifici.

Un dibattito internazionale che non può ancora dirsi concluso perché, di fatto, la novità di questo “nemico invisibile” impone una corsa costante dietro nuove evidenze. C’è chi sostiene che la distanza minima da tenere sia 1,80 metri e chi, come un recente studio del MIT di Boston, avrebbe rilevato che un solo starnuto potrebbe infettare fino a 8 metri di distanza.

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