violenza madre

Dramma enorme a Solingen, vicino a Dusseldorf in Germania:, in un appartamento sono stati trovati i corpi senza vita di 5 bambini tra gli 1 ed 8 anni. La madre dei ragazzi sarebbe la maggiore indiziata di questo efferato delitto: è fuggita ed è poi stata ritrovata gravemente ferita.

L’allarme è stato dato dalla nonna delle vittime, la madre della ragazza di 27 anni: lei era a casa con il figlio di 11 anni e quando è andata dalla figlia, avrebbe trovato i corpi.

Agli inquirenti ha subito detto che secondo lei era stata la figlia a ucciderli, e che era fuggita con un altro figlio piccolo.

La donna è fuggita e si è buttata sotto un treno

La polizia si è immediatamente messa sulle tracce della donna, che nel frattempo è riuscita ad arrivare ai binari del treno e si è buttata sotto un mezzo in corsa. Gravemente ferita, è stata soccorsa e verrà sottoposta a interrogatorio.

Per ora non si hanno ulteriori informazioni su un caso tanto efferato: non si conosce esattamente la causa della morte dei bambini, né è chiara quale fosse la volontà della madre.

Focus Online, fonte locale, ha riportato le parole del ministro dell’interno della Renania settentrionale-Vestfalia Herbert Reul: “Il dramma familiare di Solingen mi riempie di grande tristezza, e in questo momento sono con i miei pensieri e le mie preghiere con cinque bambini piccoli che sono stati strappati alla vita così terribilmente presto”.

Madri che uccidono i figli: perché accade

L’infanticidio è un crimine che, oltre a essere atroce e devastante per il nucleo familiare, è difficile da metabolizzare per chi lo commette che, di fatto, spesso non è spinto da un motivo razionale ad agire.

Gli psicologi hanno individuato vari potenziali cause che possono essere alla radice di un gesto del genere: tra questa la sindrome post-partum (se si tratta di bambini piccoli) che può sfociare il patologie ancora più gravi come la psicosi puerperale.

Non sempre si trova una causa depressiva alla base di genti tanto tragici e definitivi: a volte ci sono madri che si trovano bloccate in situazioni di gravissimo disagio e solitudine.