coronavirus italia dottoressa in ospedale

È arrivato il nuovo bollettino del Ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia. Anche nei dati aggiornati al 6 settembre si registra un nuovo aumento, questa volta nei ricoverati in terapia intensiva, calano invece i decessi e i nuovi contagi, un dato quest’ultimo che però corrisponde anche ad un minor dato dei tamponi effettuati.

Mentre il ministro della Salute Speranza si è detto ancora preoccupato, l’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, nella persona del Presidente Alessandro Vergallo, lancia un appello.

Coronavirus: il bollettino del 6 settembre

Nella giornata di domenica tornano a salire i pazienti ricovrati in gravi condizioni in terapia intensiva, oggi se ne contano 133, 12 in più rispetto alle giornate di sabato e venerdì.

Salgono anche i ricoverati con sintomi che sono 1.683, 63 in più, mentre il numero di persone in isolamento domiciliare è di 30.262, 809 in più. Nelle ultime 24 ore sono state registrati in totale 1,297 nuovi casi, dati in calo rispetto alle giornate precedenti ma corrispondenti ad un numero di tamponi ridotto (circa 70mila, 30mila in meno rispetto ai giorni precedenti).

Calo anche nei decessi, oggi ne sono stati registrati 8, per un totale, dall’inizio della pandemia di 35.542, mentre il numero dei positivi totali dall’inizio dell’epidemia è di 277.643.

L’appello degli anestesisti

Ho taciuto pubblicamente sui media per un po’, adesso è ora di contrattaccare le stupidaggini di ogni genere e specie” ha esordito così Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, nel suo post su Facebook. Vergallo ha voluto precisare che la situazione non è affatto migliorata anzi: “La curva epidemica si sta alzando e così anche il numero di persone ricoverate in terapia intensiva.

E i malati di Covid-19 che vengono ricoverati in questi reparti non sono meno gravi di quelli arrivati a marzo o aprile. Non ci convince quanto detto da alcuni che il virus sia diventato meno aggressivo”.

Vergallo, parlando tra le righe, ha voluto mettere in guardia sulla situazione, specificando che si, “Siamo lontani dal livello di allarme rosso dei mesi di marzo e aprile”, ma comunque la curva epidemica sta risalendo, come anche le persone ricoverati in terapia intensiva, che hanno un’età media più bassa.

La preoccupazione di Speranza

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro della Salute Roberto Speranza si è detto preoccupato per la situazione, specificando però di non aver mai abbassato la guardia. Il vaccino è prossimo ad arrivare ma bisogna mantenere la massima attenzione.

Non ho mai abbassato la guardia e sono preoccupato anche ora. L’autunno non sarà facile e ritengo vada gestito con la massima cautela. Eppure sono ottimista, vedo la luce in fondo al tunnel” ha dichiarato, “Nel giro di alcuni mesi avremo risultati incoraggianti sia per le cure che per i vaccini. Ora dobbiamo resistere” e “Tenere altissimo il livello di attenzione” pur considerando che la situazione italiana non è quella che stanno vivendo altri Paesi europei.

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