salvini primo piano

Matteo Salvini è stato aggredito a Pontassieve (Toscana) da una giovane donna, che pare si sia attaccata ai suoi indumenti e gli abbia strappato la camicia, nonché il rosario che portava al collo.

La ragazza fermata dalle Forze dell’Ordine

L’evento è accaduto sotto gli occhi di molte persone e sono intervenute le forze dell’ordine che hanno immediatamente bloccato la ragazza, che pare sia una giovane originaria del Congo. Pare che tutto sia successo molto in fretta: la ragazza, che avrebbe all’incirca 30 anni, si è avvicinata rapidamente al leader leghista ed in pochi secondi si è avventata su di lui strattonandolo, tirando la camicia e la catenina del rosario.

Chi è la ragazza che ha aggredito Salvini

Pare che la giovane lavori ad un progetto del servizio civile con il comune di Pontassieve: ora rischia una denuncia per violenza privata e per resistenza a pubblico ufficiale. Pare non abbia precedenti penali.

Aggressione a Salvini: le reazioni

A commentare l’accaduto nell’immediato è stato Guglielmo Picchi, deputato leghista, che ha scritto su Twitter: “Aggredito a Pontassieve da una facinorosa militante antifascista che gli ha strappato camicia e rosario.

I veri democratici“.

Pontassieve contro Matteo Salvini?

pare che Pontassieve abbia accolto con proteste numerose l’arrivo di Matteo Salvini: nei giorni scorsi un ristoratore è stato costretto ad annullare il pranzo che la lega aveva organizzato nel suo locale, per via di minacce ricevute da diverse persone. Stamattina inoltre ci sarebbe stata una manifestazione anti-salviniana (la ragazza protagonista dell’aggressione non avrebbe partecipato all’evento). La Nazione ha riportato le parole dei gestori del locale: “Qui da noi era previsto per domani un pranzo con circa 40 persone con Matteo Salvini, ma ormai non si fa più, troppa gente ci ha minacciato per telefono, gente ignorante e preferiamo fermarci.

 Ci dispiace molto di quello succede intorno a noi in queste ore”. I gestori avevano spiegato di aver accettato di ospitare il pranzo per pura professionalità, a prescindere dal partito che aveva fatto la richiesta: “Il pranzo è stato annullato dato le tante minacce ricevute anche telefonicamente. Avremmo accettato qualsiasi partito politico pensando semplicemente di fare il nostro lavoro e mai ci saremmo aspettati tanta cattiveria. ll nostro lavoro è fare da mangiare e speriamo di essere giudicati per questo e non per altro”.