Dopo l’arresto, l’autore dei lanci di sassi dal cavalcavia sulla Torino-Milano confessa: “Sono pentito. Non so nemmeno perché lo facevamo”

Don Felice La Rosa, ex parroco di Zungri (Vibo Valentia) è nuovamente stato arrestato per atti sessuali con minori.

Non è la prima volta che il parroco finisce nel vortice delle accuse per reati sessuali. A seguito delle accuse -prima- e delle condanne -poi- l’uomo era stato sollevato dall’incarico parrocchiale da parte della Chiesa.

Sorpreso in auto con un minorenne

Don Felice La Rosa è nuovamente stato arrestato dopo essere stato colto in flagrante dagli uomini del commissariato di Gioia Tauro mentre si trovava nella sua auto a compiere atti sessuali con un minore.

Al momento, Don Felice è ai domiciliari, accusato di atti sessuali con stranieri. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal Gip di Reggio Calabria, che ha agito su richiesta del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e Giovanni Bombardieri. Si parla in quest’occasione di diversi atti sessuali: in un caso sono stati consumati effettivamente, in un altro sono stati solo tentati. Se l’uomo dovesse essere condannato si parla di una condanna da 1 a 6 anni, e la possibilità di dover pagare una multa tra 1.500 e 6.000 euro.

Le accuse di oggi arrivano dopo che l’ex sacerdote era stato colto in flagrante, un anno fa, ad avere atti sessuali in auto, tra San Ferdinando e Gioia Tauro.

Don felice già condannato per reati sessuali

Don Felice La Rosa era stato, tempo fa, sorpreso con un minorenne bulgaro: in cambio di prestazioni sessuali lui, come altri giovani, avrebbe ricevuto somme di denaro. Don Felice La Rosa era stato condannato con sentenza definitiva, per induzione alla prostituzione minorile, a 2 anni e 4 pesi. Era il 2016 ed il parroco era stato uno dei personaggi coinvolti nell’indagine Settimo Cerchio.

Don Felice la Rosa agiva tramite un intermediario

In quel caso l’allora parroco si serviva anche di un tramite: un uomo di origini bulgare si occupava di trovare i ragazzini, ed il prete pagare le prestazioni 50 euro l’una: di questi, 20 andavano all’intermediario e 30 al minorenne.