mani di uomo in laboratorio

I recenti casi di legionella a Busto Arsizio riaccendono i fari su questa patologia che, secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Istituto superiore di sanità, è arrivata nel 2018 a colpire circa 2900 persone in tutta Italia. Nonostante quanto si potrebbe pensare, il nome di questa particolare infezione si deve ad un evento relativamente recente, accaduto negli Stati Uniti nel 1976.

La storia della legionella

La legionellosi o malattia del legionario è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella, identificato per la prima volta nel 1976 a Philadelphia. L’epidemia, che colpì un gruppo di veterani statunitensi riuniti in un convegno, si manifestò come una vera e propria forma di polmonite e causò 34 morti.

Già in quel frangente si capì che la probabile fonte di propagazione del contagio era da ricercarsi nell’impianto di aria condizionata dell’albergo, in cui gli ex militari avevano soggiornato durante il convegno.

Come si trasmette

La legionellosi viene trasmessa per via respiratoria, tramite l’inalazione di piccole goccioline di acqua contaminata. Il batterio, infatti, si trova solitamente nell’acqua dolce di fiumi e laghi ed è poi in grado di arrivare all’interno dei serbatoi idrici che riforniscono le città.

I sistemi di raffreddamento degli impianti di climatizzazione possono rappresentare un mezzo di propagazione, proprio perché veicolano queste piccolissime goccioline in cui si annida il batterio. È importante sottolineare che, al momento attuale, non è ancora stato dimostrato che la legionella si possa trasmettere da persona a persona.

Sintomi e cure

La legionellosi si manifesta in due forme diverse, una più grave ed una meno grave. La prima è quella associata ad una polmonite infettiva, accompagnata da sintomi quali febbre, mal di testa e problemi gastrointestinali.

La seconda prende il nome di febbre di Pontiac ed è una patologia simile all’influenza, senza interessamento dei polmoni, che si risolve normalmente in pochi giorni.

Nei casi più gravi la legionella, essendo causata da un batterio, deve essere trattata con antibiotici. In tal modo il decorso può essere positivo, anche se non mancano fattori di rischio. La mortalità della malattia, infatti, è piuttosto bassa e si aggira intorno al 5%, ma può essere molto più alta qualora riguardi pazienti anziani o già particolarmente debilitatati da altre patologie pregresse.

L’Istituto superiore di sanità sottolinea poi l’importanza della prevenzione: la corretta progettazione degli impianti idraulici e dei sistemi di condizionamento e la manutenzione dei siti considerati a rischio sono elementi in grado di fare la differenza.

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