medici in ospedale

Un pacemaker impiantato al contrario. Questo avrebbe, nel giro di 2 anni, causato la morte del piccolo Giacomo. Questo ed altri presunti errori dei quali devono rispondere 8 medici che hanno avuto in cura il bambino di 2 anni morto in ospedale, dopo una lenta agonia iniziata il giorno della sua nascita. Ma l’ospedale Bambino Gesù di Roma rifiuta le accuse. In questi giorni, anche un altro ospedale ha occupato le cronache dei giornali per la morte di alcuni neonati in corsia.

Un’agonia iniziata il giorno della nascita

Giacomo era nato il 15 settembre 2016 a Taormina, ma fin dai suoi primi attimi di vita ci si è accorti di un problema cardiaco, racconta Repubblica.

Per questo, Giacomo era stato subito operato nel centro cardiologico pediatrico Mediterraneo dell’Ospedale Bambino Gesù al San Vincenzo. 3 medici operarono il bambino, ma secondo il pm Daniela Cento qui avviene il primo di una serie di errori che avrebbero in seguito causato la morte del piccolo. Giacomo infatti ricevette un pacemaker, ma gli sarebbe stato impiantato al contrario, cioè rivolto in basso. Si sarebbe formato in questo modo un cappio che pian piano ha stretto l’arteria polmonare di Giacomo.

I suoi genitori, all’oscuro di tutto, un anno e mezzo dopo son stati costretti a riportare il piccolo in ospedale.

La morte di Giacomo in ospedale

Aprile 2018: Giacomo arriva al Bambino Gesù di Roma in gravi condizioni, ma non secondo i 2 cardiologi che lo visitano. Nei mesi successivi, secondo l’accusa, seguirono altre visite, altri ritardi, altre sviste che sommate avrebbero portato al decesso. Gli esami necessari vengono rimandati a settembre, e intanto le condizioni del piccolo peggiorano.

A settembre, nonostante ci si accorga che qualcosa non va, il cardiologo avrebbe fissato la tac di Giacomo per novembre. Perfino a ridosso di Natale, il piccolo è rispedito a casa nonostante la fragilità delle sue condizioni. Il 31 dicembre Giacomo è trasportato d’urgenza a Roma con un aereo militare, viene finalmente operato il 1° gennaio 2019. Secondo le accuse, i dottori avrebbero eseguito l’operazione “in macroscopico ritardo, visto che Giacomo versava in condizioni critiche, e sbagliando perfino procedura. Il 3 gennaio, Giacomo muore, dopo 2 anni di agonia.

Oggi, sono 8 i medici indagati.

L’ospedale nega le accuse

Secondo il pm, tutti i dottori che son entrati in contatto con il piccolo defunto hanno agito con “negligenza, imprudenza e imperizia”, contribuendo in maniera determinante alla sua morte. La dirigenza dell’ospedale Bambino Gesù, con una nota, ha tuttavia rigettato le accuse: “È lontana dalla realtà. Non esiste nessun pacemaker “messo al contrario”. L’affermazione non ha alcun senso dal punto di vista clinico e non trova riscontro negli accertamenti finora effettuati finanche dai consulenti della famiglia. Vi è stata invece una complicanza prevista in letteratura che si registra in pochissimi casi e risolvibile chirurgicamente.

L’intervento era stato già programmato. Ma il bambino purtroppo, in attesa di tornare a ricovero, ha contratto un virus e poi una polmonite che gli è risultata fatale. L’ospedale è vicino alla famiglia e fiducioso del lavoro della magistratura“.