genova bambini seduti per terra a scuola

Fa velocemente il giro del web finendo per far capolino sul profilo presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che si fa portavoce di una forte denuncia diretta alle orecchie del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Uno scatto che arriva direttamente da una delle aule di una scuola genovese dove i bambini, in totale assenza di banchi monoposto, sono stati costretti a seguire le lezioni in ginocchio usando come appoggio le loro sedie.

La denuncia di Giovanni Toti: “Lo trovo inaccettabile

Cara Azzolina, questi sono gli alunni di una classe genovese, che scrivono in ginocchio perché non hanno i banchi che avevate promesso – scrive Giovanni Toti, denunciando l’accaduto con il allegato lo scatto pervenuto dall’aula interessata – E non sarebbero gli unici, purtroppo!

I nostri bambini, le maestre e le famiglie non meritano questo trattamento, soprattutto dopo i sacrifici fatti in questi mesi in cui era anche un dovere morale lavorare per evitare tutto questo“.

post di giovanni toti con i bambini seduti per terra in classe a genova
Il post di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, che denuncia quanto accaduto in una scuola di Genova. Fonte: Facebook

Genova, i banchi monoposto “post Covid” tardano ad arrivare

La foto in questione, dove si possono chiaramente vedere i bambini di una scuola elementare nel quartiere Castelletto a Genova, è stata scattata da una delle maestre e poi inviata ai genitori per mettere in luce “la buona volontà dei piccoli” di fronte alla necessità ma presto ha fatto il giro del web, indignandolo.

Si possono scorgere i bambini che, in assenza di banchi, hanno dovuto ripiegare sulle sedie per poter scrivere, seduti necessariamente a terra sulle ginocchia. Come si evince, questo è stato “il primo giorno di scuola” per alcuni bambini in quel di Genova, tornati finalmente in aula per la prima volta dopo lo stop per l’emergenza Coronavirus.

Secondo quanto proferito dal preside stesso a numerose testate, i banchi monoposto, appositamente pensati per poter riprendere le lezioni in presenza ai tempi del Coronavirus, non sarebbero arrivati in tempo per la ripartenza.

La rabbia del preside

Forte la rabbia del preside trovatosi a giustificare l’accaduto che si auspicava, al di là della difficoltà dovute ai ritardi nella consegna dei banchi, non venisse fortemente strumentalizzato.

Come molte altre scuole, ha affrontato le difficoltà di questi ultimi giorni con spirito costruttivo e collaborativo: tra queste difficoltà, i ritardi nella consegna degli arredi. I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno domani pomeriggio e nel primo giorno di scuola, che è stato un giorno di festa, abbiamo solo evitato di rimettere quelli vecchi“, si apprende dal comunicato stampa della direzione scolastica regionale. Un comunicato che arriva anche a ridosso della denuncia, sempre via Facebook, di Giovanni Toti: “Io lo trovo inaccettabile e sto già scrivendo una lettera alla Direzione scolastica per intervenire immediatamente. Un’immagine come questa non è degna di un Paese civile come l’Italia“.

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