un maiale in un allevamento

Ancora una volta è forte la denuncia che arriva dall’organizzazione per i Diritti Animali, Essere Animali. In uno degli ultimi comunicati stampa l’organizzazione denuncia quanto accaduto all’esterno di un allevamento italiano di maiali sito in provincia di Pavia.

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Maiali morti, scheletri e liquami fuori dall’allevamento

Come racconta l’organizzazione, tutto ha avuto inizio con una segnalazione da parte di alcuni residenti del pavese che non sono rimasti indifferenti di fronte ad un odore acre e nauseabondo che sembrava aleggiare proprio intorno ad un allevamento in agro di Santa Cristina e Bissone.

Pervenuta la segnalazione a Essere Animali, la macchina dell’organizzazione si è subita messa in moto e con l’aiuto di un drone, è stato facile documentare cosa stava accadendo fuori dall’allevamento.

Il forte odore proveniva di fatto dalle decine di carcasse lasciate in stato di avanzata decomposizione, del tutto abbandonate all’interno di un cassone all’esterno dell’allevamento. In quel cassone c’era di tutto: cadaveri ma anche scheletri, quel che è rimasto probabilmente di decine di cadaveri che presumibilmente si trovavano lì da mesi.

Chiamate ad intervenire le forze dei Carabinieri Forestali, l‘allevamento è stato denunciato per smaltimento abusivo delle carcasse.

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Come funziona lo smaltimento

Come viene bien spiegato all’interno del comunicato stampa dell’organizzazione, esattamente come altri scarti animali, anche le carcasse di animali morti rientrano nella categoria dei sottoprodotti di origine animale, e per questo motivo il loro smaltimento deve sopraggiungere dopo idonea conservazione in celle frigorifero, destinate ad essere definitivamente distrutte nel più breve tempo possibile attraverso l’incenerimento o, spiega l’organizzazione, co-incenerimento.

Ambienti angusti e sporcizia: la condizioni all’interno dell’allevamento

Non è la prima volta che documentiamo l’abbandono di carcasse animali all’esterno degli allevamenti, un’operazione illegale, effettuata presumibilmente per risparmiare i costi dello smaltimento, ma che può provocare danni ambientali – dichiara Simone Montuschi, presidente di Essere Animalicompromettere la qualità dell’aria, inquinare le falde acquifere ma anche innescare zoonosi, le malattie infettive degli animali trasmissibili all’essere umano“.

Maiali mutilati della coda

Purtroppo, se all’esterno dell’allevamento la situazione era deplorevole e condannabile – si attende sapere che tipo di sanzione verrà comminata all’allevatore – anche all’interno l’organizzazione ha riscontrato numerose irregolarità soprattutto sotto il profilo igienico-sanitario.

Sono stati rintracciati sciami d’insetti sul terreno, animali costretti in spazi esigui – tutti mutilati, i maiali, della coda – e ricoperti di sporcizia tra cui anche escrementi ed urina. Per quanto riguarda la mutilazione della coda, di fronte ad una sistematicità, l’allevatore sembra essere venuto meno proprio ad una norma prevista dall’Unione Europa che lo impedisce.

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