robert duboise

Un uomo di 51 anni ha passato gli ultimi 37 anni della sua vita in carcere, condannato per lo stupro e l’omicidio di una donna: oggi, le indagini lo hanno scagionato completamente ed è stata riconosciuta la sua innocenza.

È accaduto negli Usa: Robert DuBoise, 51 anni, era in carcere da quando ne aveva 19 con l’accusa di aver stuprato e poi ucciso Barbara Grams, una 20enne residente a La Tampa.

Condannato per stupro e omicidio

Grams era una cameriera ed era stata aggredita all’uscita dal lavoro, nel 1983: il suo corpo era stato ritrovato poco lontano: presentava evidenti segni di stupro e delle ferite alla testa che facevano pensare che chiunque l’avesse aggredita l’avesse poi colpita con un corpo contundente.

Al tempo, le indagini si erano subito concentrate su DuBoise per due particolari: uno era un morso trovato sulla vittima, e l’altro era del materiale genetico ematico presente sul corpo.

A quel tempo le analisi investigative scientifiche erano molto più rudimentali di quelle ora a disposizione della polizia: l’impronta dentale presa dal morso sul corpo della vittima era stata acquisita in maniera fallace, e purtroppo sembrava corrispondere con la dentatura di DuBoise.

Il sangue trovato sulla vittima era stato analizzato ma era stato possibile, al tempo, trovare solo il gruppo sanguigno e non il Dna. Il gruppo sanguigno, purtroppo, era lo stesso di DuBoise. A rafforzare l’ipotesi degli inquirenti era stata anche la deposizione di un compagno di cella del detenuto.

DuBois era stato processato e condannato nello stesso anno della morte di Grams: l’uomo aveva da subito proclamato a gran voce la sua innocenza, ed aveva continuato a farlo nel corso degli anni.

I nuovi test: la verità sull’omicidio

La verità è venuta fuori solo ora che è stato possibile effettuare un vero e proprio esame del Dna, che ha dimostrato che Grams non era stata uccisa da DuBoise, bensì da due persone ancora non identificate.

Oggi DuBoise è un uomo libero: vive in una struttura fornita dall’associazione Innocence Project e si deve ancora abituare alla sua nuova vita di libertà. Nei suoi confronti la corte della contea di Hillsbourgh ha ammesso il gravissimo errore: Sarebbe ragionevole che tu provassi risentimento e amarezza per quei 37 anni – ha dichiarato il magistrato Christopher Nash– ma invece sembri avere una insolita propensione  alla grazia e al perdono.

E ti ammiro per quelle qualità. Ti auguro felicità per il futuro”.