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Le notizie delle ultime 24h sull’emergenza Coronavirus in Italia restano sul poco incoraggiante trend dell’ultimo mese e mezzo. Lontani dall’azzeramento dei contagi, preoccupano ora le nuove disposizioni regionali sull’apertura degli stadi, seppur a capienza ridottissima. Da ieri inoltre si è registrato un nuovo preoccupante aumento del numero di morti.

Il bollettino del 19 settembre: 1.638 nuovi casi e 24 morti

I dati del Ministero della Salute mostrano una diminuzione dei contagi rispetto alla giornata di ieri, quando si è quasi raggiunta la cifra di 2.000 nuovi casi d Coronavirus nel Paese.

Diminuiscono, ma non calano troppo: sono 1.638 i nuovi contagi dal bollettino di oggi, che portano gli attualmente positivi a 43.161, praticamente il doppio rispetto a inizio agosto. Il numero dei nuovi guariti non riesce a tenere il passo dei nuovi casi di contagio: sono 909 nelle ultime 24h; una buona notizia arriva dai ricoveri ordinari in ospedale, che calano di 7 unità: non altrettanto bene le terapie intensive, che vedono +7 pazienti.

Il dato che salta all’occhio nel bollettino del 19 settembre è il numero dei morti in Italia nelle ultime 24h: 24, più del doppio rispetto alla sola giornata di ieri.

Si teme quindi un aumento dei decessi, nella concreta speranza che non si raggiungano le cifre monstre di marzo e aprile.

Il bollettino sul Coronavirus del 19 settembre

Coronavirus, a rischio molti seggi per il referendum

L’emergenza del Coronavirus si lega a doppio filo ad un weekend fondamentale, quello del referendum costituzionale sull’eventuale riduzione del numero di parlamentari. Il problema, infatti, è che la paura del Covid sembra abbia portato a pesanti defezioni tra gli scrutatori e i presidenti di Seggio in migliaia di comuni.

Secondo quanto riporta TGCom24, in molte province il tasso di rinuncia supera il 60%, come a Bari. Anche a Milano cercano presidenti di seggio, dopo che sono pervenute centinaia di rinunce.

Di contro, il Viminale ha fatto sapere che ci sono 1.820 persone in isolamento per Coronavirus che hanno richiesto il voto domiciliare. Il compito spetta ad uno specifico seggio designato per ogni comune, nella speranza che non risultino tra quelli più danneggiati dalle rinunce.

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