strage di Ustica

Nel luglio del 2017, la Corte d’Appello di Palermo emise la sentenza, confermata in questi giorni dalla Cassazione. Sì al risarcimento ai parenti delle vittime della strage di Ustica del 27 giugno 1980, ma con un taglio. L’importo totale sarebbe di circa 55 milioni di euro, da dividere fra una trentina di persone. La Cassazione ha inoltre respinto il ricorso dei Ministeri della Difesa e di quello delle Infrastrutture e dei Trasporti. Questi avevano avanzato la richiesta di un’ulteriore riduzione.

Respinti i ricorsi di familiari e Ministeri

La Suprema Corte ha detto sì al risarcimento a carico dei Ministeri, confermando l’entità stabilita precedentemente dalla corte d’Appello.

Circa 30 dei familiari degli 81 defunti sul volo Itavia Bologna-Palermo del 27 giugno 1980 riceveranno i risarcimenti dello Stato. La Cassazione ha specificato all’Avvocatura dello Stato, che rappresenta i due ministeri coinvolti, che “non è ravvisabile nella sentenza (della Corte di Palermo, ndr) l’errore di diritto dedotto dalle Amministrazioni statali”. I giudici hanno inoltre rigettato i ricorsi avanzati da alcuni familiari delle vittime. Questi richiedevano di ripristinare il diritto a ricevere tutti gli indennizzi previsti dalle varie normative succedutesi nel tempo, a favore di chi ha perso un parente nelle stragi dei “misteri d’Italia”.

40 anni dalla strage di Ustica

La decisione della Cassazione prosegue sulla stessa linea della Corte di Palermo, secondo la quale dai risarcimenti andassero detratte le somme già corrisposte dallo Stato alle famiglie delle vittime. Infine, i giudici hanno disposto la correzione di un errore materiale. Uno dei parenti aveva infatti ricevuto per errore il riconoscimento del danno per la perdita di un fratello. Ma nella terribile strage di Ustica ne perse addirittura due.

La Cassazione ha corretto questa svista. Sono passati ormai 40 anni da quel terribile evento, ma ancora oggi non conosciamo tutta la verità su ciò che accadde.