Chiara_Appendino

Chiara Appendino è stata condannata a 6 mesi per falso ideologico per il caso Ream. La Sindaca di Torino ha dichiarato la sua intenzione di autosospendersi dal MoVimento 5 Stelle ma di rimanere in carica come Sindaco.

Le accuse a Chiara Appendino

Il processo di rito abbreviato prevedeva accuse nei confronti della Sindaca per abuso d’ufficio, falso e falso ideologico. Se le prime due accuse sono cadute perché il fatto non sussiste, mentre è stata condannata per il terzo reato. La moderata entità della condanna permetterà alla Sindaca di non dover rinunciare alla sua carica a livello comunale.

Ai microfoni fuori dal Tribunale la Sindaca ha detto. “Sono stata assolta per tre reati su quattro perché il fatto non sussiste. Resta l’episodio del 2016 e aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza ma continuo a essere convinta di aver agito per il bene dell’ente. Porterò a termine il mio mandato, questa sentenza non me lo impedisce. E mi autosospendo dal Movimento come prevede il codice etico”.

Il suo avvocato, come riportato da Repubblica, ha ribadito: “La tenuità della condanna dimostra l’irrilevanza del fatto.

Leggeremo le motivazioni e ci appelleremo, fiduciosi di poter ribaltare la sentenza”.

Tra coloro che sono stati coinvolti nel processo ci sono anche Paolo Giordana, ex capo di Gabinetto, e l’assessore al bilancio Sergio Ronaldo.

Il caso Ream

Il caso Ream è esploso nel 2016. Ream è una società partecipata di Fondazione Crt che, ai tempi della giunta comunale precedente, aveva elargito al Comune 5 milioni di euro per avere diritti di prelazione per un progetto di costruzione di un centro congressi.

L’insediamento della giunta Appendino aveva poi portato all’aggiudicamento del progetto ad altri e la caparra sarebbe dunque dovuta tornare a Ream.

Non andò così, perché nel bilancio 2017 l’amministrazione non previde di inserire l’uscita di 5 milioni di euro a favore di Ream.