medico effettua un tampone su una paziente

Quotidiano aggiornamento con i numeri dell’emergenza Coronavirus in Italia, che dopo la repentina e preoccupante risalita dell’ultimo mese e mezzo, sembra ora essersi stabilizzato attorno alle stesse cifre. Non una conquista, ma una battuta d’arresto che andrà sfruttata nelle prossime settimane, ritenute cruciali prima dell’arrivo del freddo. Nel frattempo, Conte ha parlato delle differenze tra l’Italia e gli altri Paesi vicini.

Coronavirus, il bollettino del 22 settembre

I dati del Ministero della Salute di oggi riportano di 1.392 casi di Covid-19 in più rispetto alla giornata di ieri, quando pure era stato riportato un dato simile.

La differenza sostanziale, però, è nel numero dei tamponi fatti nelle ultime ore: sono 22mila in più, per un totale di 87.303 che fanno ben sperare, visto che rispetto a ieri si sono trovati solo 42 casi di contagio in più. In tutto il Paese, attualmente ci sono 45.489 persone positive al Covid-19.

Elevato anche il numero dei guariti da Coronavirus, oggi 967 rispetto ai 352 di ieri. Preoccupa però l’ennesimo incremento dei ricoveri ospedalieri per coloro che presentano sintomi lievi: +129 dal bollettino del 22 settembre, e +7 quelli finiti in terapia intensiva.

Infine, il triste dato dei decessi da Coronavirus: +14 nelle ultime 24h, per un totale di 35.738.

Giuseppe Conte: “Non abbassare la guardia”

Benché l’Italia sia lontana dall’essere in piena emergenza come a marzo e aprile, l’obiettivo resta quello di lavorare e proteggersi per evitare di ritornarci, a quei livelli. Un concetto espresso anche da Giuseppe Conte e riportato da Adnkronos. “La pandemia – ha detto il Premier – ha dimostrato che il benessere di ciascuno dipende dal benessere di tutti noi.

È stata una prova difficilissima ma non è ancora terminata: non dobbiamo abbassare la guardia. Nei Paesi vicini al nostro salgono i contagi”.

Nuove misure di lockdown in Inghilterra

E proprio il paragone con gli altri Paesi spinge a buttare uno sguardo oltre il confine. Spagna, Germania e specialmente la Francia sono tutte alle prese con un aumento dei dati che impone nuove restrizioni. Chi si è già attrezzato è il Regno Unito: oggi Boris Johnson ha annunciato nuove restrizioni che resteranno in vigore almeno 6 mesi. Questo perché “La prospettiva di una seconda ondata di Coronavirus è reale“.

Tra i provvedimenti presi, la chiusura anticipata dei pub, il dimezzamento delle persone che possono presenziare a matrimoni ed altre celebrazioni e lo stop agli sport al chiuso. Tutte misure che in Italia abbiamo sperimentato per primi e che si vuole evitare di ripetere.

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