medico effettua test sierologici

La pandemia di coronavirus imperversa, con molti Paesi europei alle prese con una seconda ondata durissima, specialmente in Spagna, Francia e Regno Unito. In Italia assistiamo a un aumento dei contagi costante nelle ultime 8 settimane, con l’età mediana delle persone colpite che si alza, arrivando a 41 anni nella settimana passata.

Gli sforzi dell’Italia nel combattere il coronavirus sono stati celebrati dall’OMS con un video, condiviso da Roberto Speranza. Il ministro ha invitato a non vanificare i risultati raggiunti finora nel contenere la pandemia.

Coronavirus, il bollettino del 25 settembre

I dati di oggi riportano 1912 casi positivi, un salto rispetto ai 1.786 di ieri, che portano il totale a 306.235, di cui 47.718 attualmente positivi.

Di questi 2.737 sono ricoverati con sintomi, 244 in Terapia Intensiva, mentre 44.737 persone sono in isolamento domiciliare con sintomi lievi. I dimessi e guariti sono 222.716 (+954), mentre le vittime sono 35.801 di cui 20 decessi oggi.

Meno tamponi ma più contagi

Nonostante siano stati effettuati 107.269, rispetto ai 108.000 di ieri, il numero dei contagi riscontrati è superiore. La percentuale di positivi sui tamponi effettuati è di 1,7 e il totale dei tamponi effettuati è di 10.894.963 a fronte di 6.584.670 casi testati.

Aggiornamento casi Covid-19
Aggiornamento casi Covid-19

Il report dell’ISS

L’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute monitorano settimanalmente l’incidenza del coronavirus. Per quanto riguarda il periodo dal 14 al 20 settembre, risulta che il virus circoli in tutta Italia, con 10 tra Regioni e Province Autonome che hanno riscontrato un aumento non attribuibile ai casi importati dall’estero o all’incremento dell’attività di screening.

L’importanza del contact tracing

Il monitoraggio evidenzia come il 35,8% dei casi di coronavirus sia stato diagnosticato tramite il contact tracing, nonostante l’app Immuni sia stata scaricata 6 milioni di volte, contro i 18 milioni del corrispettivo tedesco.

Il 27,6% dei casi è stato invece diagnosticato tramite attività di screening.

Speranza: “La strada è ancora lunga”

Il report invita alla massima prudenza e a non sottovalutare “il rischio di una rapida ripresa epidemica dovuto ad un eccessivo rilassamento delle misure“, nonostante in Italia il coronavirus sia più contenuto rispetto ad altri Paesi.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato: “Ci teniamo pronti ad ogni evenienza, nel senso che abbiamo bisogno di essere pronti a misure, qualora dovessero essere necessarie, a livello di piccoli territori, a livello sub provinciale.

Escludiamo interventi più larghi“.

Una soddisfazione arriva però dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha elogiato con un video il lavoro svolto finora per contenere il coronavirus.

La strada è ancora lunga. Restiamo con i piedi per terra. Non dobbiamo assolutamente vanificare i sacrifici fatti finora.

Pubblicato da Roberto Speranza su Venerdì 25 settembre 2020

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