Rita Dalla Chiesa a Domenica In

Tra gli ospiti della puntata odierna di Domenica In figura Rita Dalla Chiesa. In occasione del centenario della nascita del padre, la giornalista ha voluto raggiungere lo studio di Mara Venier per presentare il nuovo libro a lui dedicato: Il mio valzer con papà. “Sfido chiunque a non avere un papà così“, le sue parole.

Un libro dedicato alla figura paterna

S’intitola Il mio valzer con papà il nuovo libro di Rita Dalla Chiesa. La giornalista, ospite di Mara Venier a Domenica In, ha voluto presentarlo al pubblico in occasione del centenario della nascita del padre.

Il 27 settembre 1920 nasceva infatti il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato poi a Palermo nel 1982. Il 3 settembre scorso la figlia ha voluto ricordarne la morte e oggi, intervistata da Mara Venier, ha spiegato il motivo per cui ha deciso di pubblicare un libro a lui dedicato: “Non è stato facile perché puoi scrivere di te stesso quanto ti pare, ma quando vai a toccare degli affetti familiari così importanti e farlo tornare in una dimensione familiare, non è stato semplice. Oggi è il compleanno di papà, voglio festeggiare i suoi 100 anni anche se me l’hanno portato via prima“.

Questi 100 anni fanno parte della storia d’Italia

Rita Dalla Chiesa ricorda come, nonostante i numerosi anni passati, la figura del padre sia ancora nel cuore di tantissime persone: “Mio papà è un uomo che l’Italia continua ad amare tantissimo. Questi 100 anni fanno parte della storia d’Italia e ognuno si può rivedere. Quindi sono sincera: quando mi è stato chiesto di scrivere la figura privata di mio papà, all’inizio non volevo, poi ho pensato che sono arrivati molti messaggi in cui salutano papà.

Quindi perché non ringraziare tutte queste persone che continuano ad amarlo?“.

Il ricordo del padre: “Aveva un grande carisma

La giornalista ricorda poi la figura paterna, manifestando un forte sentimento di orgoglio nei suoi confronti: “Sfido chiunque a non avere un papà così. Nella vita è stato un papà presente, che ci ha amato, facendoci sentire importanti nella sua vita. Poi aveva un grande carisma“. Poi continua: “Negli anni di piombo sicuramente abbiamo vissuto tutti la paura.

Milano, Genova e Torino sono tornate a respirare quando mio padre ha sconfitto le Brigate Rosse. Io ho avuto molta paura quando combatteva, erano gli anni di piombo. C’era questa telefonata che arrivava alle 11 di sera dove non ci diceva mai dove fosse perché avevamo paura che il telefono potesse essere intercettato. Quando veniva a cena da me, parlavamo in codice“.

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