Il premier Conte interviene sul caso dello stipendio del presidente Inps Tridico

”Non ero personalmente informato di questa vicenda, ovviamente ho chiesto degli accertamenti per approfondire la questione”, ha dichiarato il premier Giuseppe Conte sul nuovo terremoto che ha travolto l’Inps, dopo i casi sui ritardi della cassa integrazione e il bonus da 600 euro ottenuto dai parlamentari. Il presidente Pasquale Tridico avrebbe infatti ricevuto un aumento di stipendio considerevole, scatenando una diffusa richiesta di dimissioni. Ma la questione, dopo un’analisi più approfondita, sarebbe ben più articolata e meno scandalosa di così.

Conte chiede accertamenti

Il premier Conte, in collegamento video con il festival dell’Economia di Trento, ha aggiunto: “Ovviamente ho chiesto degli accertamenti, vorrei approfondire la questione.

Permettetemi di fare accertamenti sul punto, di comprendere bene e poi formulerò una valutazione più compiuta. Non posso prendere un impegno rispetto a una questione di cui ho chiesto un approfondimento. Sono una persona abituata a parlare molto seriamente. Fatemi fare una verifica, alla fine parlerò”. Parole analoghe a quelle di Luigi Di Maio, uno dei grandi sostenitori di Tridico che ieri ha preso le distanze dal presidente Inps, chiedendo chiarimenti. Scavando più a fondo nello scoop di Repubblica, tuttavia, si scopre che tutto è nato infatti da una decisione del governo Lega-M5S del marzo 2019 sulla riforma di Inps e Inail.

L’accordo Lega-M5S per riformare l’Inps già nel 2019

L’adeguamento dello stipendio di Tridico, e dei consiglieri tanto dell’Inps quanto dell’Inail, sarebbe stato dunque previsto (ma non nell’importo) già da un anno e mezzo fa. E La Lega, che oggi chiede a gran voce le dimissioni di Tridico, sarebbe dunque fra le fautrici dell’accordo. Un anno dopo, grazie ad un decreto interministeriale del 7 agosto 2020 firmato dai titolari dei dicasteri dell’Economia e del Lavoro, i ministri Gualtieri e Catalfo avrebbero così posto fine ad un periodo di transizione, proponendo le nuove cifre ai presidenti e consiglieri dei cda di Inps e Inail.

La difesa di Tridico

L’aumento inoltre non dovrebbe pesare sulle casse pubbliche, perché verrebbe prelevato dai 522mila euro di tagli interni all’Inps (richiesti dal Ministero del Lavoro). L’Inps e Tridico hanno infine smentito la presunta retroattività: i nuovi stipendi saranno calcolati a partire dalle funzioni del nuovo Cda, ossia da aprile 2020.

 “Non ho preso nessun arretrato. Il decreto interministeriale prevede i compensi del cda e del presidente da quando il cda si è insediato, ovvero aprile 2020“, ha commentato Tridico al Fatto Quotidiano.

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