daniele de santis eleonora manta (1)

Arriva in questi momenti la conferma di quello che sarebbe l’arresto cruciale in ambito dell’omicidio di Lecce, ovvero l’assassinio dell’arbitro di serie C, Daniele De Santis, e della compagna, la fidanzata Eleonora Manta. Secondo quanto si apprende in questi momenti sarebbe stato fermato ed arrestato il presunto assassino della coppia, una persona che risulta essere una loro conoscente.

Omicidio Lecce: arrestato il presunto assassino

A 7 giorni dal brutale omicidio avvenuto all’interno del palazzo dove abitava la coppia, in via Mondello a Lecce, arriva la svolta sul duplice omicidio di De Santis e della fidanzata Manta: arrestato il loro presunto assassino, un volto noto alla coppia.

Un dettaglio, questo, che già gli investigatori avevano ipotizzato con quasi assoluta certezza alla luce dei testimoni che avrebbero confermato di aver sentito urlare la ragazza, prima di morire, pronunciare un nome preciso: “Andrea no“.

Si tratterebbe di un 21enne ex coinquilino di Eleonora

Pochissime le informazioni sull’identità dell’uomo: secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’assassino sarebbe già sotto interrogatorio, avrebbe 21 anni e sarebbe uno studente di scienze infermieristiche nonché ex coinquilino, fino al mese di agosto, di Eleonora Manta.

Informazioni però molto labile che al momento non trovano ulteriore riscontro: si attende conferma nel corso della conferenza stampa convocata dal procuratore di Lecce, Leonardo Leone de Castris.

Si contesta la premeditazione

Sembra dunque vicina la verità per un omicidio efferato consumato per le scale del palazzo, dove la coppia è morta dissanguata dopo aver ricevuto numerose pugnalate alle spalle (35 Eleonora) e 25 (Daniele). Sempre più numerosi gli elementi in mano agli investigatori che fin da subito avrebbero indirizzato le ricerche verso un conoscente della coppia, di corporatura media, alto.

Si contesta al momento, al presunto omicida, anche la premeditazione: secondo quanto ricostruito al momento, l’assassino avrebbe pianificato nel dettaglio l’omicidio, mappando le videocamere della città circostanti al luogo del delitto individuando anche delle potenziali vie di fuga, annotate in un bigliettino rinvenuto insanguinato non lontano dai cadaveri.

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