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Si fatica ad arrivare al termine della nuova video-investigazione di Essere Animali, l’organizzazione che da anni si batte in difesa degli animali e che si è resa protagonista di forti denunce contro maltrattamenti che spesso avvengono nell’ombra degli allevamenti italiani più esposti.

L’ultima nuova denuncia dell’organizzazione scoperchia un vaso di violenze indicibili, maltrattamenti atroci e angherie ai danni di centinaia, migliaia di maiali all’interno di un allevamento italiano situato a Reggio – Emilia, uno dei tanti fornitori del noto marchio Fratelli Beretta. Un allevamento specializzato nell’ingrasso dei maiali che in pochi mesi (circa 6) dai 30 kg raggiungono i 160 kg per poi essere destinati alla macellazione per la produzione di salumi.

ATTENZIONE: NELL’ARTICOLO È PRESENTE UN VIDEO CONTENENTE IMMAGINI CRUENTE CHE POTREBBE URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ

Violenza e maltrattamenti nell’allevamento di Reggio-Emilia

Le immagine di per sé basterebbero per descrivere quanto portato alla luce da Essere Animali senza la necessità di aggiungere parole. Le violenze inflitte a centinaia di maiali, purtroppo, parlano tristemente da sole: nel video girato da uno degli operatori di Essere Animali sotto copertura all’interno dell’allevamento emiliano ha immortalato numerosi addetti ai lavori compiere gesti ignobili nei confronti degli animali, allevati all’interno in condizioni igienico – sanitarie raccapriccianti.

Liquami, feci e maiali malati abbandonati in attesa della morte

Si scorgono operatori dare calci, ripetutamente, agli animali per farli muovere in spazi esigui, per lo più ambienti estremamente sporchi con i maiali costretti a vivere ricoperti da feci e liquami che spesso confluiscono anche nelle vasche destinate al loro abbeveraggio. Maltrattamenti ancor più deplorevoli quelli nei confronti dei capi malati, considerati veri e propri scarti di una catena: lasciati in balìa di loro stessi, abbandonati nelle corsie degli allevamenti spesso a morire dopo ore e giorni di agonia.

Abbattimento d’emergenza contro ogni norma: lo stordimento e l’agonia

Sempre Essere Animali denuncia poi la presenza di celle frigorifere ricolme di cadaveri ammassati, i maiali che per infermità o maltrattamenti non sono riusciti a sopravvivere, lasciati morire in solitudine tra atroci sofferenze o uccisi in maniera del tutto illegale. Proprio così infatti, l’organizzazione denuncia, oltre a ipotizzare il reato di maltrattamento animale – come si legge nel comunicato stampa – anche le gravi violazioni in termini di stordimento.

Maiali condannati a morire tra atroci dolori

L’abbattimento di emergenza – l’uccisione dell’animale infermo quando impossibile adottare una soluzione alternativa alla morte per alleviare la sofferenza dell’animale – è stato documentato avvenire in maniera del tutto illegale. Anziché, come previsto dalla legge, lo stordimento seguito dall’immediata iugulazione (recisione della gola) per far sopraggiungere la morte nel più breve tempo possibile e tra le minori sofferenze, la prassi all’interno dell’allevamenti è stata documentata fermarsi al solo stordimento, facendo dunque sopraggiungere la morte lentamente. Il risultato: la condanna dell’animale ad una lenta agonia tra dolori indicibili e atroci.

Guarda il video:

ATTENZIONE IMMAGINI CRUENTE

Questi maltrattamenti avvengono anche in allevamenti fornitori di noti marchi conosciuti a tutti i consumatori, come i salumi Beretta – spiega Simone Montuschi, presidente dell’organizzazione nel comunicato stampa – Non siamo infatti di fronte a gesti sporadici di operai insensibili o crudeli, ma alle conseguenze di un sistema che produce carne a basso costo. Gli allevamenti intensivi sono brutali e occorre agire ora con l’obiettivo di vietarli. Come consumatori, possiamo eliminare o perlomeno ridurre drasticamente il nostro consumo di carne, mentre le istituzioni devono mettere fine ai sussidi pubblici al settore zootecnico“.

*immagine in evidenza: Essere Animali

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