Finanza

Oro, dai record ai nuovi ribassi; lo scenario resta positivo

Grandi investitori e importanti fondi hanno spinto il lingotto fino a nuovi record. Gli afflussi di ETF hanno superato i numeri del 2009. Ma il metallo prezioso sembra perdere ritmo.
Oro valore in rialzo

Nel 1998 Warren Buffett chiamava l’oro un metallo “senza utilità”, che “farebbe grattare la testa a chi guarda da Marte”. Dopo 22 anni, l’oracolo di Omaha si è buttato nell’ultima corsa all’oro insieme a molti altri fondi d’investimento, come Bridgwater Associates, aiutando i prezzi del metallo prezioso a raggiungere i massimi storici quest’estate.

Tra aprile e giugno scorsi, secondo un deposito trimestrale della US Security & Exchange Commission rilasciato a metà agosto, la Berkshire Hathaway di Buffett ha rilevato 21 milioni di azioni della canadese Barrick Gold Corp, per un valore di 563 milioni di dollari statunitensi, circa l’1,2% del flottante.

Da aprile, il titolo della più grande società di estrazione dell’oro al mondo ha gudagnato oltre il 37%.

Sempre nel secondo trimestre, la Bridgwater di Ray Dalio ha investito circa 316 milioni di dollari in exchange traded funds basati sul metallo prezioso, cioè fondi quotati in Borsa il cui valore deriva dagli asset sottostanti al lingotto.

“L’oro rimane spumeggiante grazie alla spinta di Buffett, gli investitori continuano a considerare l’oro come un fattore chiave di diversificazione contro una possibile futura debolezza del dollaro con posizioni molto più pulite” – ha detto Stephen Innes di AxiCorp.

Le attenzioni di importanti investitori verso la commodity hanno dato una spinta alla domanda per il bene rifugio, una spinta ai prezzi auriferi, che da un area di 1.500 dollari per oncia dell’inizio 2020 ai livelli record di 2.039 dollari visti ad inizio agosto.

Di riflesso, anche altri metalli hanno toccato nuovi massimi storici durante i mesi del lockdown, e non solo. I futures sull’argento, per esempio, sono passati da una quotazione di 18 dollari di gennaio ai circa 30 dollari di fine agosto. Anche il platino ha fatto una bella corsa dai minimi annuali visti a marzo, passando da un valore di 591 dollari agli attuali 893,2 dollari.

Come si è arrivati ai nuovi record?

Non è stato solo l’hype portato da Dalio e Buffett a innescare la corsa al metallo prezioso. Le preoccupazioni per gli impatti economici del coronavirus, le politiche delle banche centrali e i tassi negativi di alcuni titoli di Stato hanno fatto sì che gli investitori guardassero l’oro sia come bene difensivo anti-crisi, sia come valida alternativa in cerca di rendimenti.

Lingotti d'oro in crescita
Lingotti d’oro in crescita
(Fonte: Shutterstock)

“La pandemia ha convinto gli investitori che l’oro appartiene ai loro portafogli come copertura contro i mercati azionari, i tassi di interesse minimi e un calo della produzione economica”, ha affermato David Tait, amministratore delegato del World Gold Council.

“Alcuni grandi investitori”, ha osservato Tait, “vogliono l’oro come protezione contro la possibile deflazione causata da un rallentamento economico o da un aumento inverso dell’inflazione mentre i governi pompano denaro nel sistema”.

Secondo Goldman Sachs, il rally aurifero è il risultato di un contesto di forti immissioni di liquidità nel sistema, come i massicci acquisti di asset annunciati dalla Federal Reserve che al momento consistono in acquisti per circa 80 miliardi di dollari al mese.

Come spiegano gli analisti della banca d’investimento, questo determina un indebolimento sempre maggiore del dollaro, che ha un rapporto di correlazione inversa con l’oro.

Alla difficile situazione economica si aggiungono poi le rinnovate tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti, un livello di debito pubblico sempre più alto negli Stati Uniti, e la seconda ondata di Covid-19 che sta riportando alla luce la possibilità di lockdown locali e nuove restrizioni.

ETF e oro finanziario

I crescenti timori sull’impatto economico del coronavirus e i rendimenti obbligazionari negativi hanno visto quest’anno un record di flussi investiti in Exchange Traded Fund basati sull’oro, circa il 50% in più rispetto al 2009 durante la crisi finanziaria secondo gli ultimi dati del World Gold Council.


Ma che sono gli ETF? Come detto, gli exchange traded fund, in presenza di un metallo, exchange traded commodity (ETC), sono dei fondi composti da un unico asset, vengono scambiati in borsa come un normale titolo azionario, e il loro valore deriva dagli asset sottostanti relativi al metallo prezioso. Gli ETF rappresentano quindi ‘l’oro finanziario’ che segue di pari passo l’andamento dell’oro fisico.

Scritta ETF, Exchange Traded Fund
Scritta ETF, Exchange Traded Fund
(Fonte: Shutterstock)

Ad emettere gli Etf sono grandi società internazionali che acquistano grossi quantitativi di oro fisico, solitamente sotto forma di lingotti, e li custodiscono in caveau e camere di sicurezza collocati in nazioni differenti. Nel momento in cui si acquistano Eft, si sta virtualmente acquistando una parte di quell’oro.

Gli afflussi netti globali sugli ETF nel solo primo semestre, evidenza il WGC, sono stati pari 39,5 miliardi di dollari, un record sia in termini termini di tonnellaggio che in termini monetari. I flussi del primo semestre sono stati anche “significativamente superiori” al livello record pluridecennale di acquisti netti della banca centrale registrato nel 2018 e nel 2019. Nell’year-to-date, gli investitori hanno investito 51 miliardi in ETF sull’oro, portando la quantità collettiva di denaro dell’ETF investita in oro a 241 miliardi.

“La domanda di investimenti in ETF sull’oro ha infranto numerosi record quest’anno”, ha osservato l’head of reasearch del WGC Juan Carlos Artigas. Gli investitori hanno cercato “sicurezza dalle turbolenze economiche create dal Covid-19, e Per metterlo in contesto, gli afflussi nel primo semestre hanno superato in modo significativo i livelli record pluridecennali di oro netto acquistato dalle banche centrali nel 2018 e nel 2019 “.

“Secondo Artigas , la domanda di investimenti in ETF sull’oro “continuerà il suo slancio nel secondo semestre poiché rimangono le preoccupazioni per l’impatto economico del Covid e i tassi di infezione, e la politica monetaria accomodante aumenta il sentiment di assenza di rischio”.

Gli scenari per l’oro nel 2020

Come per gli ETF, anche lo slancio dell’oro fisico ha perso ritmo sul finire del terzo trimestre, con il metallo prezioso che ha perso circa il 9% dai massimi storici, gettando preoccupazioni per una possibile inversione del forte trend rialzista.

A fine agosto, sui mercati un’oncia di oro spot aveva una quotazione di circa 1.960 dollari, mentre ora viene scambiata in area di 1.880 dollari. I contratti futuri, o futures, sono scivolati da 1.978 dollari di inizio settembre ai 1.900 delle ultime sedute.

Lingotto d'oro su banconote dollari
Lingotto d’oro su banconote dollari
(Fonte: shutterstock)

Uno dei fattori principali è il calo della domanda della gioielleria, settore pesantemente colpito dall’emergenza pandemica che pesa per quasi metà della domanda complessiva di oro fisico, mentre la frenata dell’economia determinerà anche un calo della domanda industriale, segmento da cui arriva circa il 10% della domanda.

Inoltre, come sottolinea il Financial Times, la domanda in due Peasi centrali per il consumo di gioielli come Cina e India è stata “nella migliore delle ipotesi tiepida”. Gli acquirenti nei due maggiori mercati di consumo, osserva il quotidiano britannico, vendono le loro riserve auree o prendono in prestito a causa dei prezzi record toccati dal lingotto nelle rispettive valute locali.

Ma nonostante il recente rallentamento della domanda di gioielli in oro, il prezzo dell’oro non dovrebbe subire grandi cambiamenti o volatilità nel medio termine, ha affermato Pavel Grachev, CEO di Polyus, la società di gold mining più importante della Russia.

“Crediamo ancora che i fattori che hanno generato finora il rally dell’oro continuino a persistere e non ci aspettiamo grandi variazioni del prezzo dell’oro in futuro, almeno non per i prossimi 12 mesi”, ha affermato Grachev.

Per Charles Crowson, portfolio manager di RWC Partners, se l’allentamento quantitativo e altri fattori incoraggiano gli investitori a trattare l’oro come denaro, “il potenziale di sovraperformance dei prezzi nei prossimi cinque-dieci anni è estremamente alto”. L’oro, aggiunge, è un asset che “può preservare la ricchezza e fornire una sovraperformance dei prezzi in modo non correlato e questo lo rende estremamente attraente”.

Anche per Carlo Alberto de Casa, capo analista di ActivTrades, lo scenario rimarrà positivo “finchè le banche centrali saranno costrette a stampare banconote”. Nonostante questo, avverte l’analista, “stiamo assistendo ad una fase di consolidamento”.

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