camicia forzata

La chiusura dei manicomi non fu solamente la restituzione di diritti, dignità e soggettività. E parlare di Basaglia oggi, nel giorno in cui ricorre la Giornata Mondiale della Salute Mentale non è niente di diverso che restituire diritto e merito ad un uomo che ha portato la rivoluzione all’interno delle istituzioni manicomiali scardinando i cancelli della reclusione restituendo, al singolo paziente, il suo più grande valore: la libertà.

Franco Basaglia, lo psichiatra rivoluzionario

Dietro all’acuzia, al disturbo patologico, alla vivida manifestazione della follia, c’era l’uomo, il più fragile e semplice essere umano nella sua natura più pura e libera e lì, dove nessuno credeva fosse possibile scorgere umanità, Basaglia ha posto le radici della sua rivoluzione.

Psichiatra, neurologo e innovatore in ambito della salute mentale, è a Franco Basaglia che si deve la Legge 180, meglio conosciuta proprio col suo nome, la Legge Basaglia.

La Legge 180: la chiusura dei manicomi

Erano gli anni ’70 quando Basaglia diviene direttore, dopo l’esperienza Gorizia, dell’ospedale psichiatrico di Trieste, l’epicentro di un terremoto che fece crollare le mura dei manicomi in tutta Italia.

Forte della sua Psichiatria Democratica con la quale riformò in toto la disciplina psichiatrica allora vigente, Basaglia si preoccupò di restituire la libertà ai malati psichiatrici fino a quel momento condannati ad una segregazione manicomiale.

Quando ancora non vi era un’alternativa alle istituzioni vigenti, la soluzione stessa soggiaceva nella sola consapevolezza che potesse esserci un’alternativa pensabile a quella manicomiale. Manicomi all’interno dei quali si praticava l’esclusione, l’emarginazione, la costrizione nonché la demolizione dell’essere, ridotto all’essenza della degenza, transitante senz’anima.

Diritti e dignità del paziente psichiatrico

Il 13 maggio 1978, la Legge 180 fa la sua entrata in vigore senza referendum, come era stato ipotizzato al principio.

Una legge in materia di accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori che tuttavia non andrò ad abrogare del tutto la legge 36, in vigore dal 1904 ma ne scardinò il cuore lasciando in piedi solamente i suoi principi economici e fiscali. Con la Legge 180, sostanzialmente, si sancì definitivamente la chiusura delle istituzioni manicomialiistituendo servizi di igiene mentale” volti a focalizzarsi sul rapporto tra pazienti e personale nel rispetto dei diritti e della dignità dei degenti, trasformando i “luoghi della pazzia” i ambienti riabilitativi e terapeutici, spazzando via costrizioni e contenimento.

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