marco carta

Giornate cariche di emozione per Marco Carta, che è stato assolto dall’accusa di furto, per la quale si era arrivati al processo d’appello. Una gioia evidente quella del cantante, espressa anche nel corso dell’ospitata a Domenica Live e di fronte a Barbara D’Urso. Qui, Marco Carta si è detto pronto ad una nuova ripartenza, ma non ha nascosto la rabbia che ancora prova.

Marco Carta assolto con formula piena

È questa la frase che Barbara D’Urso ripete subito a Marco Carta, dopo la sentenza della Corte d’Appello sull’accusa di furto aggravato delle magliette griffate, risalente a maggio del 2019.

La stessa conduttrice, però, ha sottolineato come Carta avesse detto che la storia aveva avuto una “ripercussione sul tuo stato fisico e psicologico“. “Bhe, sì assolutamente. Ora c’è solo tempo per guardare le cose belle, ma come puoi immaginare è passato un anno e mezzo: è stato difficile“. Tanto che, quando viene ripercorsa tutta la vicenda con tanto di lieto fine, Marco Carta scoppia a piangere di fronte alla D’Urso.

Tra gli aspetti che hanno ferito di più il cantante, è stata la ferocia del web: “Sono il primo che ora può riderci e scherzarci, però chiaramente quando tu non capisci se la gente ti sta credendo o no, ogni battuta fa male“.

Il pensiero di Marco Carta per la Nonna

Dopo l’importante sentenza, Marco Carta può ora ripartire, “tornare a splendere e, perché no, a cominciare a godermi appieno e a ridere con voi di tutti i meme che avete fatto in questi mesi“, come ha detto sul profilo Instagram. Tuttavia, non nasconde un po’ di sentimenti negativi: “Sono felice, ma un po’ di rabbia c’è: un anno e mezza di vita non è ripagabile“.

A farlo soffrire, inoltre, è la scomparsa di nonna Elsa, la donna che lo ha cresciuto, come ha ricordato la D’Urso. Lei non ha potuto godersi questo giorno: “Ha visto l’arresto non convalidato e il primo grado. Quando hanno chiesto l’appello, diceva: ‘Ma perchè, ma cosa hai fatto di male?’“. Quindi, tutto il suo dispiacere: “Purtroppo oggi non c’è e mi spiace che non abbia potuto gioire e io sono arrabbiato, perchè questo è stato un sistema, voluto, veicolato, un processo mediatico dove ognuno ha detto quello che voleva“.

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