sirene di un'auto della polizia

Una tragedia. La piccola Sayah Deal, di quasi 2 anni, ha perso la vita a causa della negligenza di suo padre, che l’ha chiusa in macchina, sotto il sole di Las Vegas, per oltre un’ora. Il genitore 27enne ha inoltre opposto resistenza alla polizia e a suo fratello, quando questi hanno cercato di spaccare il finestrino e salvare la piccola. Quando ci son riusciti, ormai era troppo tardi e la piccola Sayah se n’era già andata via per sempre. Un caso simile lo scorso giugno in Italia, ma fortunatamente con un finale ben diverso.

Non voleva danneggiare l’auto perché era nuova

Lunedì 5 ottobre, è un pomeriggio soleggiato a Las Vegas, Nevada. Intorno alle 15.30, il 27enne Sidney Deal ferma una pattuglia della polizia per chiedere aiuto. Dice di aver accidentalmente lasciato le chiavi della sua auto dentro il mezzo, con all’interno sua figlia. Secondo quanto dichiarato dalla polizia, quando i poliziotti hanno infranto il finestrino dell’auto per liberare la piccola, questa era già morta. Intrappolata per più di un’ora all’interno di “un ambiente ad alta temperatura, scrive il Las Vegas Sun.

Il padre, Sidney Deal, ha cercato di giustificarsi dicendo che l’aria condizionata era accesa e la bambina stava bene, ma evidentemente la situazione gli è sfuggita di mano. Inoltre, il 27enne ha cercato di impedire alla polizia e perfino a suo fratello di rompere il finestrino. Ha detto che la macchina era nuova e non aveva i soldi per ripararla.

Il sospetto di altri maltrattamenti sulla bambina

Dopo il decesso della bambina, di appena 1 un anno e 9 mesi, la polizia ha arrestato il padre con l’accusa di abuso su minore e condotta negligente con conseguente danno fisico.

Sidney Deal si trova ora nel centro di detenzione della Contea di Clark, con 20mila dollari di cauzione. Successivamente, si è scoperto che i servizi sociali avevano ricevuto altre 5 chiamate dalla famiglia della piccola defunta negli scorsi mesi, per presunti abusi e maltrattamenti. Ma non è specificato se da parte della madre o del padre, che stavano avendo dei problemi di coppia. Eppure, i vicini lo descrivono come un bravo padre, sempre attento e premuroso, che adorava la sua bambina.

Il giorno dopo la tragedia un gruppo di circa 100 persone si è radunato sulla strada dove è morta Sayah per darle l’ultimo saluto con candele, fiori e preghiere.