Paziente e medico in ospedale

Si aggrava la posizione di un otorinolaringoiatra dell’ospedale San Martino di Belluno. I fatti risalgono all’inizio della pandemia da Coronavirus in Italia, quando ancora la situazione non era critica. Di lì a poco lo sarebbe diventata, proprio per casi come quella del medico in questione. Dopo un viaggio all’estero e nonostante l’insorgenza di sintomi decisi, il dottore ha continuato ad andare in ospedale; così, ha contribuito al formarsi di un focolaio di Covid-19 a Belluno.

Belluno, medico positivo dopo un viaggio in Thailandia

Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura, il primario di Otorinolaringoiatria Roberto Bianchini avrebbe contratto il virus all’estero.

Tra il 14 e il 24 febbraio il medico si trovava in vacanza in Thailandia, stato del sud-est asiatico dove erano già stati riscontrati casi di Coronavirus. L’accusa mossa è quella di non essersi messo in isolamento domiciliare fiduciario, ma anzi di aver continuato ad andare al lavoro.

Da un primo tampone effettuato al Dipartimento di prevenzione, il dottor Bianchini era risultato negativo al Coronavirus. Tuttavia, le cose sarebbero iniziate ad andare peggio a partire dal 3 marzo.

Primario in ospedale per giorni con sintomi Covid

Come riportano le fonti, il caso si è ingigantito per quanto successo a seguito del primo tampone negativo.

A partire dal 3 marzo, infatti, il medico avrebbe iniziato a sviluppare sintomi ben più gravi; nonostante questo sarebbe andato in ospedale per altri 6 giorni. Il reparto di Bianchini – otorinolaringoiatria – tra l’altro è uno di quelli che più ha a che fare con bocca, naso, gola e in generale le vie aree. Una tempesta perfetta che avrebbe portato almeno a 4 contagi diretti e avrebbe scatenato un focolaio nel nosocomio di Belluno.

Coronavirus, medico al lavoro con i sintomi contagia i pazienti

Accusato di epidemia colposa: indagati altri 4 medici

Proprio il fatto di essere andato in ospedale dal 3 marzo in poi, quando l’Italia ormai faceva già i conti con l’escalation che avrebbe portato, a breve, al lockdown, costa ora a Roberto Bianchini un indagine per epidemia colposa aggravata.

Il primario però, riportano le fonti, non è il solo operatore sanitario coinvolto nella vicenda di Belluno. Ci sono infatti altri 4 medici indagati per falso e favoreggiamento: tra loro il presidente dell’Ufficio procedimenti disciplinari dell’Usl1 Dolomiti e 3 altri impiegati dell’Ufficio.

Loro, per la Procura, avrebbero modificato e archiviato il fascicolo sul procedimento disciplinare, facendo al contempo sparire il verbale della seduta in cui venivano ricostruiti i fatti.

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