Un astronauta durante un viaggio nello spazio

“Nulla sulla Terra può veramente prepararti all’incredibile esperienza del decollo: così parlò della sua esperienza da astronauta Umberto Guidoni, la cui prima missione risale al 1996. Nonostante ciò, esistono dei requisiti speciali per diventare astronauti: parola di NASA ed ESA (l’agenzia spaziale europea).

“Le giuste qualità”: la storia dei primi astronauti

La corsa allo spazio ha portato, tra gli anni ’50 e ’60, a mandare in orbita e sulla Luna un gruppo molto ristretto di astronauti. Erano uomini che, su base volontaria, hanno scelto di avventurarsi in un progetto allora molto rischioso.

Il primo gruppo di cosmonauti della NASA, quindi, non era stato scelto formalmente. Ma erano tutti piloti professionisti nei corpi di aviazione, aeronautica e marina. E avevano “the right stuff”: “le giuste qualità”.

Oggi sono passati quasi 60 anni dal primo volo umano nello spazio (quello di Jurij Alekseevič Gagarin nel 1961), e le cose sono cambiate. A un’agenzia spaziale si può mandare il proprio curriculum, un po’ come con qualsiasi azienda.

Diventare astronauti: i requisiti necessari

Non tutti sono adatti alla professione di astronauta. Basti pensare che, ad oggi, soltanto 600 persone al mondo hanno viaggiato nello spazio.

E i requisiti per diventarlo sono molto specifici.

Per lavorare per la NASA è necessario essere cittadini statunitensi. Bisogna poi avere maturato almeno 2 anni di esperienza da pilota o 1000 ore di volo al comando di un jet, avere una laurea specialistica in ambito scientifico e superare test fisici e psicologici.

L’Agenzia spaziale europea (ESA), invece, ha stabilito criteri di selezione su tre ambiti diversi. Il primo è l’istruzione. Il perfetto astronauta non solo deve avere esperienza da pilota, ma anche conoscenze molto dettagliate di tipo scientifico.

Nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS), infatti, vengono condotti degli esperimenti di cui sono responsabili i cosmonauti. Importante è anche avere un’ottima conoscenza della lingua inglese e, se possibile, del russo.

Il secondo criterio fondamentale è la stabilità emotiva, perché nello spazio è importante riuscire a controllare le proprie emozioni. Bisogna poi avere buone capacità di ragionamento, alti livelli di concentrazione e memoria, e un ottimo orientamento spaziale.

Il terzo livello è quello della preparazione fisica: i test di idoneità fisica sono molto selettivi, e bisogna avere una vista perfetta e una pressione sanguigna non superiore a 140/90.

Se ideali, i candidati verranno preparati per il lavoro nello spazio con un addestramento specializzato. In Europa, questo avviene nel Centro Astronauti Europei a Colonia, in Germania.

Turismo spaziale: sarà questo il futuro?

Questi sono i criteri per diventare astronauti e piloti professionisti, ma c’è un altro modo per assicurarsi un posto nello spazio. Negli ultimi anni, infatti, si è cominciato a parlare di turismo spaziale.

Dall’inizio degli anni 2000, la Stazione Spaziale Internazionale ha ospitato diversi privati. Ma oggi in molti sognano viaggi di piacere in assenza di gravità.

Tra questi Elon Musk, con la sua azienda aerospaziale SpaceX. Nel febbraio 2020, infatti, Musk ha firmato un accordo con Space Adventures, e nel 2021 dei privati viaggeranno a bordo della capsula cargo Dragon2.

Lo spazio non è una meta low-cost, però: secondo le stime della NASA, oltre ai costi di lancio i turisti spaziali devono pagare circa 35.000 dollari a notte.