Samuel Paty professore decapitato in Francia da un terrorista

A Parigi è arrivato il giorno del cordoglio ma anche del NO, come hanno dimostrato le migliaia di persone in piazza per ricordare Samuel Paty, il professore di storia decapitato da un terrorista islamico di nazionalità cecena nella giornata di venerdì. La colpa di Samuel Paty, secondo i terroristi, è stata quella di mostrare le vignette su Maometto firmate Charlie Hebdo per un corso sulla libertà d’espressione.

Una scelta che ha messo in pericolo l’incolumità del docente e, nonostante le denunce alla polizia, alla fine questa lezione gli è costata la vita.

Sullo slogan di Je suis prof- io sono prof, in migliaia in tutto il mondo hanno ricordato Paty.

Chi era Samuel Paty: il professore decapitato

Samuel Paty aveva 47 anni ed insegnava presso il liceo Bois-d’Aulne presso Conflans-Sainte-Honorine, cittadina alle porte di Parigi. Samuel era sposato e aveva un figlio piccolo e la sua vita era la normale vita di un docente di storia, geografia ed educazione civica e morale di liceo, o almeno così stato fino al 5 ottobre scorso. Quel giorno, Samuel ha deciso di parlare in aula del caso Charlie Hebdo, dell’attentato e della libertà d’espressione, una scelta che a sua insaputa gli sarebbe stata fatale da li a 10 giorni.

Il post di Marie Le Pen per Samuel Paty

Per rispetto ai suoi allievi di fede mussulmana, il docente aveva proposto loro di lasciare l’aula mentre mostrava le vignette, ma a quanto pare non è stato sufficiente, tant’è che molti genitori hanno protestato con la dirigenza scolastica, e non solo lo hanno messo alla gogna sui social, arrivando persino a minacce, denunce e il drammatico omicidio.

Professore amato dai suoi studenti

La drammatica morte di Samuel Paty ha scosso la Francia intera, a partire dai suoi studenti che ne hanno parlato benissimo, descrivendolo come un uomo immerso nella sua missione.

L’insegnamento come una ragione di vita e una forte volontà a voler a tutti i costi insegnare qualcosa ai suoi studenti, non solo con lezioni frontali anche con il dialogo.

Charlie Hebdo ha chiamato tutti in piazza

La morte di Samuel Paty è stata come una miccia che ha acceso le coscienze dei francesi e non solo, perché il suo assassinio non è altro che il simbolo dell’ennesimo attacco brutale alla libertà d’espressione e di pensiero.

Ed è così che migliaia di persone hanno risposto all’appello lanciato dalla stessa redazione di Charlie Hebdo a presentarsi in Place de la République a Parigi, uniti sotto lo slogan Je suis Prof. Iniziative analoghe sono state attivate in più città francesi come Strasburgo, Nantes, Marsiglia, Lille, Bordeaux… Alla manifestazione hanno partecipato persino molti esponenti politici come il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo.

Il post del sindaco di Parigi Anne Hidalgo

Un omicidio studiato a tavolino

Autore dell’attacco di matrice terroristica è Abdoullakh Abuyezidvich Anzorov, un 18enne di origini cecene e di fede islamica affiliato, insieme alla sua famiglia a gruppi terroristici.

Lo spiegherà il procuratore antiterrorismo in una conferenza stampa che si è tenuta sabato, il killer aveva fatto giuramento all’Isis e della sua famiglia non era l’unico. Anche una delle sue zie faceva parte del gruppo terroristico, era addirittura andata in Siria.

L’omicidio era stato studiato a tavolino, il 18enne ha iniziato ad aggirarsi nei dintorni della scuola dove, parlando con alcuni studenti, ha chiesto loro chi fosse Samuel Paty, di indicarglielo e poi, ha aspettato le 17 di venerdì 16 ottobre e ha agito. Sono 11 in totale le persone sulle quali sono spiccati i mandati d’arresto, si tratta di alcuni membri della famiglia Anzorov e di uno dei genitori che ha protestato contro il docente, rivelandosi poi un noto estremista islamico.

In piazza per Samuel

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