ambulanza con le sirene accese

Una donna di 26 anni è stata condannata a 10 anni e 8 mesi di carcere per tentato omicidio. Le sue potenziali vittime (per fortuna scampate al peggio) sono i suoi figli, che all’epoca dei fatti avevano rispettivamente 3 anni e 18 mesi. Il movente? Ottenere i soldi dell’assicurazione.

La morte del marito ed il risarcimento

La donna, nel 2018, aveva perso il marito -padre dei due bambini- in un incidente stradale ed aveva ottenuto un indennizzo di 200mila euro grazie ad un’assicurazione che l’uomo aveva stipulato. Da lì, probabilmente, le era venuta l’idea del piano omicida: anche i bambini erano inclusi nella medesima assicurazione e, se fossero morti in un incidente stradale, lei avrebbe ottenuto un ulteriore risarcimento.

Il finto incidente

Nel marzo 2019 aveva deciso di portare a termine il piano omicida: aveva preso i bambini e li aveva caricati in macchina per fare un giro e poi si era diretta a tutta velocità verso una scarpata. All’ultimo la donna era uscita dall’abitacolo, lasciando i piccoli in macchina: per fortuna i due bambini erano usciti dall’incidente solo con qualche ferita e le indagini hanno portato in breve tempo a comprendere qual’era l’intenzione della donna.

Le indagini: il racconto della donna

È bastato infatti poco agli inquirenti per capire che il racconto della donna era poco credibile, così come l’ipotesi della fatalità dell’incidente. A chiusura delle indagini la donna è stata rinviata a giudizio e per è stata condannata al carcere, con interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale della durata della pena carceraria ed un risarcimento di danni e spese pari a 3mila euro.

La donna è stata giudicata capace di intendere e di volere, il che ha portato il Giudice a non riconoscere alcuna attenuante alla donna.

I due bambini sono stati affidati ai nonni paterni.