Papa Francesco, telefonata a una coppia omosessuale

La recente apertura di Papa Francesco alle unioni civili è oggetto dibattito nello studio di Domenica In. Numerosi gli ospiti di Mara Venier che intervengono sull’argomento, dalla giornalista Giovanna Botteri a Don Antonio Mazzi e Selvaggia Lucarelli.

A Domenica In talk sulle parole del Papa

Risuonano ancora forti e chiare le parole espresse dal Papa all’interno del documentario Francesco del regista Evgeny Afineevsky, presentato pochi giorni fa alla Festa del Cinema di Roma: “Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia.

Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo“. Il pensiero di Papa Francesco ha inevitabilmente fatto discutere ma l’intento del suo messaggio è chiaro: anche le coppie omosessuali, così come quelle eterosessuali, hanno diritto ad avere una copertura legale.

Di questa importante tematica se ne parla a Domenica In, nello studio di Mara Venier. Ad intervenire nel talk tantissimi esponenti del giornalismo e della televisione italiana, fra cui Giovanna Botteri e Selvaggia Lucarelli.

Importante testimonianza a Domenica In

Mara Venier introduce l’argomento accogliendo in studio una coppia, composta da Andrea Rubera e Dario De Gregorio. Le parole della conduttrice testimoniano l’eccezionalità del messaggio che il Papa ha voluto lanciare: “Tutti noi siamo rimasti colpiti da quello che il Papa ha rilasciato in questo documentario. Attraverso questa apertura pubblica agli omosessuali e ai diritti civili, poi qualcuno ha raccontato la vostra storia“. La conduttrice spiega poi il bellissimo gesto che il Pontefice ha rivolto alla coppia, con la telefonata ad Andrea attraverso un numero privato: “Una storia meravigliosa, perché mi immagino l’emozione quando Papa Francesco vi ha chiamato per due volte da un numero privato.

Data l’insistenza di questo telefono privato, a un certo punto hai risposto“.

La telefonata del Papa alla coppia

Andrea racconta la dinamica della vicenda: “Io ho risposto, lui mi fa: ‘Signor Rubera? Sono Papa Francesco’. La cosa sorprendente è stata che io ci ho creduto subito. Mi è sembrato assolutamente possibile“. La coppia racconta poi come si è conosciuta e come sia stata costretta a nascondere il loro amore: “Stiamo insieme da 34 anni, ci siamo sposati in casa nel 2008.

Ci siamo conosciuti all’Università, nella prima metà degli anni ’80. Era un grande tabù, quindi siamo rimasti per tanto tempo nascosti. Vivevamo in due case diverse e progettavamo una vita, non pensando che potesse essere unita anche nella residenza e nella quotidianità. Abbiamo cominciato il nostro percorso divisi, fino al 2000, quando sono cambiate le carte in tavola. Perché c’era stato il World Pride a Roma, un primo passaggio. Il secondo è stato che Andrea ha avuto un grave incidente e l’ho dovuto portare in pronto soccorso, Il giorno dopo stato operato e quello è stato un avvenimento che ci ha spinti verso questo“.

Don Antonio Mazzi: “È un padre, non un pontefice

In seguito alla testimonianza della coppia, in studio inizia il talk sulle recenti dichiarazioni di Papa Francesco. In studio ci sono i giornalisti Massimo Franco e Giovanna Botteri, in video-collegamento Selvaggia Lucarelli, Don Antonio Mazzi e il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Ogni ospite esprime il suo pensiero su questa apertura del pontefice al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Il giornalista Massimo Franco spiega: “La posizione di Papa Francesco l’aveva espressa anche quando era in Argentina.

Diciamo che il modo in cui è emersa questa verità ha creato qualche confusione, anche perché è uscita fuori in maniera solitaria. E questo ha armato molto i suoi avversari“. Don Antonio Mazzi rivela: “Questo Papa, diversamente dagli altri, è un padre, non un pontefice. Un padre prende tutti i suoi figli. Anzi, più sono diversi e più li ama, quindi la reputo normalissima, non mi sono meravigliato per niente“.

Perplessità per Marco Tarquinio

Più lungo e articolato l’intervento di Marco Tarquinio: “Il Papa ha detto una cosa che non sia così solitaria, è un sentimento che hanno molti uomini di chiesa e tante persone credenti.

Un figlio è un figlio a prescindere da quella che è la sua storia. Molti hanno interpretato con un discorso di riforma completa della missione della Chiesa. C’è un assente in quella storia: manca la madre o le madri di quelle creature. Loro hanno chiamato una ragazza alla apri di vivere con loro, ma le madri che hanno partorito quei figli non ci sono. Mettere al mondo il figlio per altor, con le donne ridotte ad incubatrici, è una forma di schiavitù.

In tante parti del mondo sono le donne povere che mettono al mondo i figli per altri. Questa è un’ingiustizia grave: voglio che venga cancellata la nuova schiavitù delle donne“.

Il pensiero di Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli è assolutamente favorevole: “È un Papa rock perché, dopo il duro Ratzinger, è innegabile il fatto che Papa Francesco abbia una particolare empatia. Un Papa che sa anche rompere le righe, è divertente. Io credo che a lui interessi davvero il diritto delle coppie omosessuali ad essere felici, al di là di tutte le burocrazie. Si occupa della felicità delle persone, e lo fa in un ambito complicatissimo, perché parla a decine di centinaia di Paesi in cui c’è una sensibilità diversa rispetto a questi temi.

Trovare un unico registro è difficile. Siamo ancora lontani al vedere la bandiera arcobaleno scendere dalla finestra, ma credo che un colore alla volta lo sta disegnando“.

Nuovi interventi dallo studio: Giovanna Botteri e Massimo Franco

Anche Giovanna Botteri commenta positivamente le parole del pontefice: “La parola ‘accoglienza’, il Papa ha sempre sottolineato questo dovere della Chiesa di accogliere i diversi, chiunque. La base di questa accoglienza è fondamentale ed è il primo passo di un discorso che il Papa vuole e chiede: l’importante, dice, è questa apertura, pensare a noi e non all’altro.

L’importante è che ci sia accettazione e amore“. Massimo Franco chiude il talk affermando: “Credo ci siano molte perplessità in questa vicenda. Nella Chiesa un atto così dirompente spiazzi tutti. Secondo me già ci sono delle conseguenze, come il grande silenzio che si nota su questo. C’è un po’ di imbarazzo nel sentire il Papa che dice questo, una dichiarazione potente e controversa: dobbiamo dirlo in modo chiaro. Da una parte c’è la testimonianza dei due ospiti, ma ci sono reazioni anche molto sconcertate.

Sono cose che vanno elaborate e richiedono processi lunghi. Queste aperture, che sono positive, richiedono una convinzione diffusa, perché altrimenti c’è il rischio di una crisi di rigetto“.

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