una mucca sulla nave trasporto

Il trasporto su  lunga distanza è un vero inferno per gli animali“, sono le parole con cui ha voluto commentare i fatti Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality Italia. Al centro dell’attenzione un tema delicato che già numerose volte è finito al centro delle investigazioni delle più importanti organizzazioni che da anni si battono in difesa dei diritti animali come Animal Equality, CIWF, Animal Welfare Foundation e Animals International: il trasporto via mare di animali che dai porti europei salpano verso quelli del Medio Oriente tra violenze, maltrattamenti e controlli praticamente assenti.

Un inferno documentato con immagini e video che non lasciano purtroppo spazio all’immaginazione.

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Dall’Europa al Nord Africa e al Medio Oriente: la tratta infernale

Il consumo di carne animale, con numeri in decrescita in Europa, spingono sempre più il mercato a guardare verso i porti extraeuropei. Una realtà che già era stata documentata, nel pieno della pandemia, lo scorso aprile. Come in questo caso, il punto di partenza sono i porti spagnoli di Cartagena e Tarragona mentre, i porti d’arrivo sono quelli mediorientali e nordafricani.

A supporto di quanto messo nero su bianco dagli investigatori delle organizzazioni animaliste che hanno visto e filmato le violenze, ci sono le immagini che descrivono oltre quali confini si spinge la brutalità.

Violenze, maltrattamenti, brutalità in ambiente inadatti al viaggio

Al centro dell’attenzione ci sono centinaia di migliaia di capi che, vivi, in condizioni anguste e deplorevoli, vengono costretti a viaggiare in mare per giorni interi nell’incuria, costretti in spazi inadatti che impediscono i loro movimenti, tra feci e sporcizia.

Condizioni condannabili a cui si aggiungono violenze e sofferenze gratuite subite dagli animali da parte degli operatori. Ovini ma anche bovini: animali trascinati con brutalità, strattonati, colpiti più e più volte. Molti degli animali, per le violenze subite, presentano ferite, alcuni sono zoppi e altri, che non avrebbero potuto viaggiare per le loro condizioni, sono stati forzatamente caricati a bordo delle navi. Ma ci sono video in cui si scorgono anche animali gettarsi nell’acqua nel disinteresse generale, senza alcun tentativo di recupero.

Controlli assenti e una legislazione infranta

Di fronte a queste immagini diventa difficile stare in silenzio e non domandarsi dove si agiti il vuoto legislativo che permette che questo accada.

Come viene sottolineato nel comunicato dell’organizzazione, quanto documentato dagli investigatori entra in netto contrasto con il regolamento dell’Unione Europea proprio in termini di protezione degli animali durante il trasporto. “Sono trattati veramente come se fossero oggetti per quanto interessi in realtà che arrivino vivi ma la maggior parte delle navi purtroppo non è adeguata e non è semplice controllare“, ci aveva spiegato Chiara Caprio, responsabile della comunicazione dell’organizzazione.

Guarda il video:

ATTENZIONE: NEL VIDEO SONO PRESENTI IMMAGINI FORTI

Ma non finisce qui perché sempre grazie al lavoro degli investigatori è stato possibile documentare quanto subito dagli animali una volta arrivati a destinazione, in questo caso in Libano.

Anche nei macelli, una volta fuori dall’Europa dopo un viaggio infernale, la situazione è disarmante: “[..] gli operatori dei macelli dove sono stati portati gli animali li colpiscono con violenza: per bloccarli infatti gli operatori infilano letteralmente le dita negli occhi degli animali, accecandoli“. Al momento, l’appello delle organizzazioni è rivolto direttamente all’Europa a cui vengono denunciate le irregolarità constatate e a cui viene chiesto di incrementare i controlli prevedendo pene esemplari per chi si macchia di torture ai danni di questi animali.

Come dimostra questa investigazione, gli animali soffrono in tutte le fasi. Dal viaggio in camion fino ai porti, durante i giorni del terribile viaggio in barca, fino ai macelli di destinazione, dove gli animali vengono macellati nei modi più orribili. È tempo che l’Unione Europea agisca e vieti questi viaggi su  lunga distanza verso quei paesi che non rispettano le normative europee“, spiga nel comunicato Alice Trombetta.

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