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Ad Enna una ragazza disabile è stata violentata durante il lockdown, ed è rimasta incinta. La vicenda ha toni e sfumature drammatiche: il principale sospettato (ed arrestato) per lo stupro della giovane donna è l’operatore sanitario che si sarebbe dovuto occupare di lei mentre la giovane, scopertasi positiva al Covid durante il lockdown, nel centro Oasi di Troina.

Stuprata durante il lockdown

Marzo-aprile 2020: mentre l’Italia è bloccata nell’incubo del lockdown, una giovane donna affetta da gravi malattie genetiche risulta positiva al Covid, necessita l’isolamento e cure particolari. L’uomo affidato a lei e che dovrebbe prendersi cura della giovane è un 39enne, operatore sanitario che invece la violenta e la mette incinta.

Analizzato il dna del feto: compatibile con l’uomo

In seguito a indagini, l’uomo è stato interrogato ed ha confessato lo stupro. Le analisi del Dna effettuate sul feto (che sono state possibili prelevando il Dna del bambino, estrapolandolo con un prelievo di sangue materno) hanno dimostrato che tra l’uomo ed il piccolo ci sarebbe una compatibilità del 99,9%. Alla nascita sul piccolo verrà effettuato un ulteriore test del Dna che servirà a dare, nel caso, ulteriore conferma definitiva della paternità.

La vittima sottoposta a due perizie

La ragazza è stata sottoposta a due perizie: una neuropsichiatria ed una psicologica. Entrambe le perizie hanno dimostrato che la ragazza non aveva la facoltà di opporsi né di avere capacità decisionale al momento dell’atto sessuale. L’uomo è accusato di violenza sessuale aggravata dal fatto di essere stata perpetrata nei confronti di una persona con disabilità.

Il sospetto di altre violenze sessuali

L’uomo all’interno della struttura aveva avuto in cura altre pazienti: ora le indagini continueranno, in quanto si teme che ci possano essere stati altri casi di violenza sessuale che magari non sono emersi prima perché, a differenza della giovane disabile, non si sono fortunatamente conclusi con una gravidanza.