Cogne: Taormina chiede pignoramento della villetta di Annamaria Franzoni

È stata messa all’asta la villetta di Cogne in cui si è consumato l’omicidio del piccolo Samuele Lorenzi. La vendita ha lo scopo di recuperare oltre 275 mila euro di mancati pagamenti per spese legali: il suo avvocato Carlo Taormina non ha mai infatti ricevuto il pagamento di diverse parcelle per i lavoro effettuato durante gli anni del processo.

Il delitto di Cogne

L’omicidio della villetta di Cogne è avvenuto il 30 gennaio del 2002: quella mattina il piccolo Samuele è stato ritrovato dai soccorritori riverso nel letto con una profonda ferita sul capo.

In un primo momento i medici pensarono a un aneurisma celebrale ma dopo il decesso e l’autopsia venne a galla la verità: Samuele era stato ucciso con almeno 17 colpi sferrati con un oggetto contundente. La madre, Anna Maria Franzoni, era stata la prima a chiedere aiuto ai soccorsi: eppure era apparso subito agli inquirenti che la versione dei fatti ed il comportamento della donna fossero sospetti.

Lunghe indagini composte da analisi scientifiche e mediche, intercettazioni e continui interrogatori hanno infine portato a concentrare le accuse sulla Franzoni, accusata di omicidio di minori.

A processo la donna è stata condannata in tutti i gradi di giudizio.

La donna ha scontato 16 anni di reclusione, sebbene si sia sempre dichiarata innocente. Il 7 febbraio 2019 la Franzoni finisce di scontare la sua pena: ora è una donna libera ma deve ancora restituire i mancati pagamenti al suo avvocato Taormina.

La villetta della Franzoni all’asta per 800 mila euro

Annamaria Franzoni, dopo la decisione presa dal tribunale di Aosta, deve così accettare la vendita della villetta, unico bene pignorabile.

La donna deve infatti al suo ex legale Taormina oltre 275 mila euro per il mancato pagamento delle prestazioni difensive. La Franzoni e suo marito Stefano Lorenzi, seguiti dai loro avvocati hanno cercato di opporsi a ciò.

La difesa della famiglia Franzoni

I due hanno infatti sostenuto che la villetta fosse all’interno di un fondo patrimoniale e quindi non pignorabile. I tentativi sono stati vani e il giudice ha respinto la tesi affermando di non essere motivo di opposizione. Il tribunale di Aosta ha così deciso di mettere l’abitazione all’asta con una cifra che parte da 800 mila euro ma la data per iniziare la procedura non è ancora stata fissata.

La villetta meta oggi di un continuo turismo macabro dovrà quindi essere venduta, ma le sue mura saranno sempre ricordo di questo tremendo omicidio.

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