Giuseppe Conte con la mascherina davanti ai microfoni

Nella notte è arrivato il via libera del Consiglio dei Ministri per il Decreto Ristori Bis: annunciato dal premier Giuseppe Conte negli ultimi giorni, è inteso come integrazione di quanto già presentato nelle scorse settimane. In questo nuovo decreto, sono previsti contributi a fondo perduto e altri aiuti, specie per le Regioni dichiarate zone rosse o con alto rischio di diventarlo.

Gli aiuti del Decreto Ristori Bis

Come comunicato da Palazzo Chigi e riportato da numerose fonti, ammonta a 2,9 miliardi il nuovo Decreto volto ad aiuti immediati per attività e aziende colpite dal nuovo Dpcm contro il Coronavirus.

Una “rete di protezione e di sostegno per tutte le attività economiche che si trovano nelle zone a maggior rischio”, ha detto Conte. Il riferimento è all’ormai nota divisione del Paese in fasce di rischio: verde, gialla, arancione e rossa.

Tra le misure previste dal Decreto Ristori Bis, si allarga il numero di attività che possono beneficiare del contributo a fondo perduto già previsto dal Decreto Ristori; questo, arrivava fino al 200% di quanto già percepito a marzo e scatterà in automatico con la stessa procedura effettuata con Agenzia delle Entrate.

Tra i nuovi beneficiari, figurano anche centri commerciali musei, pizzerie al taglio e internet point.

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Bonus babysitter e stop ai contributi

Nelle altre misure previste da questa seconda tornata di Decreto autunnale, è previsto un contributo per aiutare le famiglie nelle zone rosse, in cui è stata sospesa l’attività scolastica di seconda e terza media. Si tratta di un bonus baby sitter da 1.000 euro, ma è previsto anche un congedo straordinario col 50% della busta paga per i genitori lavoratori dipendenti.

Viene alleviata anche la pressione fiscale per i titolari di attività costrette allo stop: previsto lo stop all’Iva, alle ritenute alla fonte e ai contributi previdenziali e assistenziali di novembre; cancellata inoltre la seconda rata dell’Imu per quelle attività che possono richiedere il contributo. Inoltre, è stato disposto anche il rinvio di Ires e Irap.

Fondi alle Regioni e ai centri commerciali

Nelle zone rosse e di maggior rischio, è stata disposta la chiusura dei centri commerciali.

Col Decreto Ristoro Bis, viene istituito un conto per contributi a fondo perduto per i centri commerciali, ma include anche industrie alimentari. Un altro fondo è previsto per le attività delle Regioni che non sono già zona rossa, ma possono diventarlo: l’obiettivo è far sì che, in caso di ulteriori misure restrittive, i contributi possano arrivare in modo automatico.

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