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Nonostante la pandemia, l’alto rischio di trasmissione del virus dall’animale all’uomo e la percentuale in crescita di specie in via d’estinzione, il consumo di carne di animali selvatici nella Repubblica del Congo è un fenomeno in preoccupante crescita. La conferma arriva da un recente reportage nella foresta pluviale dell’Ituri, una vasta foresta equatoriale nel nord-est del Paese.

Congo: popolazione in aumento ma specie in via d’estinzione a rischio

Un fenomeno dilagante e preoccupante. A curare il reportage c’è la redazione di Le Monde, il noto quotidiano francese che si è adoperato nello studio della situazione nella Repubblica del Congo dove il consumo di carne di animali selvatici, nonostante i rischi che comporta, è in forte crescita.

Sebbene a causa del bracconaggio e della deforestazione dilagante la fauna selvatica scarseggi, il suo consumo no. Dati che si desumono direttamente dal Living Planet Report pubblicato a settembre dal WWF in cui si constata la diminuzione, in percentuali, degli animali selvatici: “La popolazione di mammiferi, uccelli, pesci, anfibi e rettili ha registrato un allarmante calo del 68% dal 1970 ad oggi“.

Il consumo di carne di animali selvatici

Tornando però al consumo di carne, trend in crescita invece, non sono nemmeno i rischi sanitari a ostacolare il fenomeno.

Secondo quanto riportato dal media francese infatti, nella popolazione congolese non c’è coscienza del rischio che può derivare dal consumo di carne selvatica, un fenomeno che anzi viene supportato dalla tradizione e dagli usi e costumi locali. Anche nei mercati, dove poi viene venduta la carne cacciata, le norme igienico – sanitarie non sono una consuetudine. E mentre le specie in via d’estinzione diminuiscono rapidamente, rapidamente aumenta la popolazione congolese.

Selvaggina e virus: i rischi per l’uomo

Ai pericoli per l’estinzione si aggiunge poi il rischio che deriva dal consumo stesso di selvaggina proveniente dalla foresta per l’uomo. Come riportato in numerosi studi è confermato come il consumo di carne di animali selvatici sia molto più pericoloso in termini di trasmissione di virus dall’animale all’uomo e non è nemmeno necessario specificarlo il caso del SarS-Cov-2. Sembra però avere un piano strategico il Presidente del Congo Tshisekedi contro quello che sembra essere a tutti gli effetti lo sfruttamento brutale delle foreste e il consumo di specie in via d’estinzione.

Un mero “piano strategico per la pesca e il bestiame” volto a sviluppare il settore agricolo e in particolare l’allevamento così da poter raggiungere la soglia dell’autosufficienza alimentare.

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