mensa pasti poveri

È polemica per quanto accaduto nel centro storico di Genova, davanti a un’associazione che distribuisce pasti ai bisognosi e, in questo periodo di lockdown, aiuta un numero altissimo di persone.

Pare infatti che i vigili siano arrivati sul posto ed abbiamo multato coloro che erano in fila per ritirare il pasto: i presenti risultavano infatti “assembrati” ed alcuni erano sprovvisti di mascherina. Si sono però levate diverse proteste.

Le segnalazioni da parte degli abitanti

A quanto pare, per diversi giorni gli abitanti del quartiere avevano protestato, giudicando inammissibile la fila di bisognosi che si creava ogni giorno nell’attesa della consegna del pasto.

A spiegare l’antefatto è stato al Secolo XIX il comandante della polizia, Gianluca Giurato: “Per diversi giorni siamo andati a sensibilizzare. Abbiamo richiamato più volte le persone in coda a rispettare le norme. Ma nonostante tutto hanno continuato a non rispettare le norme e siamo dovuti intervenire”.

Don Martino: “È necessario usare l’umanità”

Arrivati sul posto, gli agenti hanno cominciato a fare multe alle persone in fila: uno dei presenti è stato anche denunciato, in quanto ha dichiarato di essere minorenne quando invece non lo era.

Subito dopo si è scatenata la reazione del direttore di Migrantes, Don Giacomo Martino, che ha parlato della necessità di usare il buon senso in situazioni del genere: “La legge giusta va applicata guardando la situazione, altrimenti diventa ingiusta. In questo momento è necessario usare l’umanità e anche le associazioni se hanno bisogno di aiuto per gestire le emergenze devono chiedere aiuto. Le stesse istituzioni devono ‘sporcarsi’ le mani con le associazioni, le devono coinvolgere di più. Solo così si può superare un momento così duro per tutti, senza puntare il dito contro nessuno”.

L’opinione delle associazioni

A quanto pare a non aiutare il lavoro delle associazioni c’è anche il fatto che nello stesso luogo della distribuzione dei pasti ci sia la zona dello spaccio. Inoltre, molti dei presenti erano sprovvisti di mascherine perché non hanno i mezzi per comprarsele. A parlare – sempre al secolo XIX- è Daniele Marzano di Veriamici, l’associazione che distribuisce i pasti: “I vigili ci hanno sempre aiutato. Siamo stati anche noi a chiamarli e a chiedere aiuto durante la distribuzione dei pasti.

Ma la fila spesso si interseca con la zona dello spaccio. Noi abbiamo messo i distanziamenti a terra, forniamo le mascherine a chi le ha vecchie o a chi non ne ha proprio”.

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