Tampone per il Coronavirus

Prosegue la conta giornaliera sull’emergenza Coronavirus in Italia. Dai dati di oggi, emergono nuovi dati sull’efficacia delle misure e l’andamento dei contagi in Italia. In poche settimane, il tasso di positività è calato sensibilmente e l’effetto sembra vedersi dai dati relativi agli ospedali. Tanto che le Regioni rosse ora sperano in un “cambio di colore” già nei prossimi giorni.

Coronavirus, positivi i numeri dalle terapie intensive

Rispetto alla giornata di ieri, si è alzato il numero dei nuovi contagi da Covid-19 in Italia: 29.003 i casi, a fronte di 232.711 tamponi effettuati.

Nel complesso, quindi, rispetto a ieri il tasso di positività si è alzato dell’1.2%; numero comunque contenuto rispetto al 17% raggiunto nelle scorse settimane. I nuovi casi rispetto a ieri portano il totale alla superare una nuova soglia psicologica: in Italia ora sono 1.509.875 i casi totali rilevati dall’inizio della pandemia.

Le speranze di oggi arrivano dai numeri dei ricoveri: – 2 pazienti in terapia intensiva e -275 quelli in ricovero ordinario; per la prima volta dalla seconda ondata quindi calano i pazienti ricoverati. I guariti, inoltre, sono 24.031, con la forbice tra nuovi casi e guariti che si assottiglia.

La notizia negativa, però, è di nuovo il numero di morti in 24h: 822 oggi, per un totale di 52.850 dall’inizio della pandemia.

Lombardia e Piemonte sperano di passare a zona arancio

I numeri, che seguono la tendenza al ribasso dell’ultima settimana, spingono le Regioni rosse a sperare in vista del 3 dicembre, termine di scadenza dell’ultimo Dpcm. Tanto che oggi l’assessore della Lombardia Gallera ha annunciato, riporta Adnkronos, che è in corso un confronto col Governo per allentare le misure in Lombardia e Piemonte.

Per il Governatore Fontana, il trend positivo si rafforza e all’orizzonte potrebbe quindi esserci un declassamento “di colore”.

Marcia indietro sulla zona arancione

Aggiornamento – La speranza del governatore della Lombardia sembra essere stata disattesa dopo la riunione tra i governatori delle Regioni e il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. Attilio Fontana ha infatti dichiarato a margine del vertice che il governo “intende mantenere in vigore fino al 3 dicembre le attuali misure restrittive e, quindi, lasciare la Regione in zona rossa“.

Una doccia fredda, spiega il governatore, dato che significherebbe “non considerare i grandi sacrifici compiuti dai cittadini lombardi“. Inoltre, Fontana ha fatto presente “al governo che, così come si applicano automatismi in senso negativo, gli stessi devono essere attuati quando la situazione migliora“.

Verso l’obbligo di vaccino per alcune categorie

Tiene banco anche la questione dei vaccini. Dopo le parole del premier Conte sull’obbligatorietà del vaccino in arrivo nei prossimi mesi, si è espresso oggi il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. Al III Forum Sostenibilità di Fortune Italia, riporta Adnkronos, ha detto: “Io credo che per alcune categorie debba esserci l’obbligo vaccinale, per il resto immagino che dopo quello che si è passato in tutti questi mesi la richiesta della vaccinazione sarà estremamente alta“.

Le categorie sarebbero chiaramente le più fragili ed esposte, quelle dalla cui vaccinazione dipenderà molto della riuscita della copertura. Priorità, come annunciato, ad anziani e operatori del settore sanitario. Per Sileri, nei primi 3 mesi si sarà in grado di vaccinare fino a 10 milioni di persone.

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