Giuseppe Conte in primo piano

Insorgono enormi polemiche sul Dpcm approvato nella notte dal Governo, atto a regolamentare restrizioni, spostamenti e misure contro il Coronavirus per il periodo di Natale. Sul decreto è già stata apposta la firma del presidente Mattarella, ma ora il premier deve fare i conti con l’ira delle Regioni, che si sono sentite tagliate fuori dalla discussione sui provvedimenti.

Cosa prevede il nuovo Dpcm di Natale

Il motivo del contendere sta soprattutto nelle nuove disposizioni previste per il periodo di Natale. Secondo quanto pubblicato in queste ore che precedono la conferenza stampa di Conte, è infatti confermato che dal 21 dicembre al 06 gennaio saranno vietati gli spostamenti tra Regioni, di qualsiasi colore.

Una misura che non include i rientri presso il domicilio, ma vincola per esempio gli spostamenti nelle seconde case. Inoltre, stretta ancora più serrata per i giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, col divieto di spostarsi dal comune di residenza.

Scelte, queste, che sarebbero state prese senza un adeguato confronto con le Regioni, previsto oggi come ultimo step. In queste ore, sono numerosi i Governatori che stanno facendo sentire la loro rabbia.

Regioni in rivolta contro il nuovo Dpcm

Tra i più critici, c’è sempre il Governatore della Lombardia Attilio Fontana, che ha scritto: “Leggere un Decreto Legge a sorpresa che impedirà, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra Comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni, è un fatto ’lunare’”. Per Fontana è una contraddizione rispetto ai normali dialoghi e plaude la scelta della Conferenza delle Regioni di criticare la scelta di un “decreto legge notturno che impedisce di dare alcun parere su un Dpcm contraddittorio e non modificabile“.

Sulla stessa linea anche Luca Zaia del Veneto: “Spero che in queste ore il governo riveda alcuni aspetti” ha detto in diretta Facebook. Anche lui sottolinea le tempistiche dell’invio della bozza alle Regioni, recapitata alle 2.30 di notte: “Il governo si è visto costretto nottetempo ad approvare anche un decreto legge che va a legittimare i vincoli agli spostamenti“.

Zaia, inoltre, pone l’accento sul problema “umano” del divieto di spostamento nei giorni di Festa: “Non è permessa nessuna ricongiunzione tra parenti se non abitano nello stesso comune“. E ancora: “Queste misure rischiano di creare una guerra tra poveri“.

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Giovanni Toti contro il Governo: “Vivono tutti ai Parioli?”

Tra i più critici, il Governatore ligure Giovanni Toti, anche vice presidente della Conferenza delle Regioni. Solo due giorni fa, aveva dichiarato che c’era stato un “confronto proficuo con il Governo“. Dopo la pubblicazione della bozza, invece, ha duramente criticato le scelte del Governo: “Qualcuno del Governo mi spiegherà perché, di fronte a dati in calo della Liguria, come di molte altre regioni, un fratello non potrà passare il Natale con la sorella, un genitore con i figli“.

Toti poi attacca direttamente: “Ma qualcuno a Roma ha mai viaggiato per l’Italia, o vivono tutti ai Parioli? Perché se stai in una grande città puoi muoverti liberamente, se invece stai in un piccolo comune, probabilmente dovrai passare il Natale e il Capodanno da solo, anche se i parenti vivono a poche centinaia di metri ma in un altro comune

Il Governatore quindi, come altri, si concentra su quella che in queste ore pare una norma iniqua, esagerata e unilateralmente decisa dal premier Conte e i Ministri: “Se hai una casa a Cortina o Courmayeur e parti per le vacanze prima del 21 dicembre va tutto bene, ma se vuoi portare a Santo Stefano tuo figlio a fare una passeggiata nel parco, che è nel comune vicino al tuo, non puoi“.

Le misure, sottolinea Toti, sono già state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale: “Trovo assai scorretto che il Governo adotti una simile misura senza neppure parlarne con gli enti locali. Mentre noi discutiamo dei suggerimenti da dare al Governo, la legge è già stata fatta“.

Il comunicato delle Regioni

A riassumere tutte le polemiche dei singoli Governatori, ci sta pensando appunto la Conferenza delle Regioni. Nel documento rilanciato da Andkronos, si legge che l’ente “esprime stupore e rammarico per il metodo seguito dal Governo“.

Un metodo che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza” e con quanto fatto solo 48 ore prima.

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