gabriele parpiglia

Intervista a cura di:
Marco Zoccali

Torna Seconda Vita, il talk show in onda su Dplay in cui Gabriele Parpiglia, giornalista, autore televisivo e conduttore del programma, racconta le storie di cambiamento e rinascita di volti noti appartenenti al mondo dello spettacolo e della televisione.

In questa stagione, composta da 7 episodi, Gabriele Parpiglia dà voce al percorso di vita, tra gli altri, di Tommaso Zorzi, protagonista del Grande Fratello Vip, del wedding planner Enzo Miccio, del giudice di Bake Off Italia Damiano Carrara e dell’hair stylist Federico Lauri, più conosciuto col nome di Federico Fashion Style.

In ogni episodio sono le storie ad essere al centro del racconto, magistralmente accompagnate dalla guida sempre puntuale e mai ingombrante di Gabriele Parpiglia.

È proprio Gabriele a spiegarci come ha ideato il programma, come ha selezionato le storie e come queste possano rappresentare uno spunto di riflessione per il pubblico in questo delicato momento storico.

Il segreto di Seconda Vita: “La storia al primo posto

Hai affrontato le storie di 7 grandi personalità, storie di lotta e di rivincita: come scegli i tuoi ospiti e che cosa ti hanno trasmesso i loro racconti?

Gli ospiti li scelgo in prima persona e, come nelle precedenti edizioni, la scelta dei personaggi non è stata casuale. A me non è mai piaciuto raccontare le storie di personaggi solo perché hanno milioni di follower, per me quello che conta è la storia. Ogni storia ne ha un’altra dentro di sé: questi 7 personaggi hanno un seguito importante, ma non hanno mai mostrato cosa li ha portati ad avere successo o popolarità nella vita.

Vale più la storia del personaggio e io mi soffermo su questo, cercando di intuire quando c’è qualcosa di valido da raccontare.

Ho trovato conferma della bontà delle mie scelte già nelle altre edizioni, ad esempio dopo l’intervista a Fernanda Lessa, lei è stata presa al Grande Fratello, Georgette Polizzi è andata a Temptation Island e poi ha scritto un libro di successo. O ancora Elena Santarelli, che ho intervistato proprio nel giorno in cui è uscito il suo  libro per il quale è stata poi premiata. Quest’anno è successo con Tommaso Zorzi che 15 giorni dopo la mia intervista è stato preso al GF Vip del quale è oggi un protagonista assoluto.

Quindi mi sento di dire due cose: Seconda Vita sa scegliere le storie e porta pure fortuna (ride [NdR]).

Quando arriva secondo te l’esigenza di iniziare una Seconda Vita?

Io sono convinto che tutti noi prima o poi dobbiamo affrontare una seconda vita, non terza o quarta magari, ma almeno un grosso cambiamento lo abbiamo tutti. Nel momento in cui faccio un’intervista parto sempre cercando di trovare un legame con la caduta, perché per iniziare una seconda vita serve uno shock e nella maggior parte dei casi mi immedesimo nel percorso che mi viene raccontato.

Ogni intervista è come entrare in un tunnel: all’inizio è buio, ma alla fine esci fuori contento ed è di nuovo luce piena.

Seconda Vita: un programma al passo coi tempi

Lavori spesso dietro le quinte come autore televisivo, dietro lo scoop come giornalista e dietro le righe dei libri che scrivi. Come ti trovi in prima linea, nei panni del conduttore?

A me piace essere collaterale rispetto al racconto, mai centrale, su questo non ci piove. Per me l’ordine di importanza nella scrittura di Seconda Vita è: prima la storia, poi il personaggio e l’accuratezza delle notizie riportate, perché non si parla mai di argomenti leggeri e vanno presi seriamente, e solo dopo vengo io.

Cambia che se lavori anche per gli altri fai di tutto affinché ti possano dire “bravo, hai fatto un buon lavoro”, al contrario invece devi soddisfare te stesso, devi essere tu a dire alla fine “dai è venuto bene” ma essendo perfezionista risponderò sempre che potevo fare meglio. Poi certo, un tuo programma è come avere un figlio, ha bisogno di coccole e di essere cullato e non bisogna mai dimenticare chi ti ha dato l’opportunità di realizzarlo e ringraziarlo sempre.

Se dovessimo spiegare a chi non ha mai visto il tuo programma qual è il motivo principale per guardarlo cosa diresti?

Seconda Vita non è un programma come gli altri. Innanzitutto come struttura: si racconta il momento precedente al cambiamento, quello successivo e tutti i passi intermedi. Inoltre non è il conduttore ad essere in primo piano, ma il protagonista assoluto è chi racconta la propria storia. C’è la riflessione, il dialogo e anche tanta attenzione a livello tecnico, con un modo di “girare” completamente diverso, soprattutto in questa edizione, a partire dalla sigla.

Io e il mio staff, a cui sono molto legato, cerchiamo di portare delle novità anche a livello di montaggio. Ma soprattutto Seconda Vita è un programma che è lo specchio dei tempi.

Nella nostra vita, soprattutto ora nel mezzo di una pandemia, siamo tutti a caccia di una nuova opportunità. Ho letto storie di molte persone che hanno mollato tutto e che hanno stravolto il loro quotidiano: chi aveva un ristorante e ora insegna yoga, chi aveva un posto fisso in banca e lo ha mollato per darsi al giardinaggio, chi lavorava in un’azienda, ma ha seguito la propria passione e ora insegna ricette su Youtube.

Seconda vita è pienamente al passo coi tempi.

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Gabriele Parpiglia presenta la seconda stagione del talk Seconda Vita. Fonte: Instagram