Persone in giro per la città con mascherine

Dopo la giornata che ha fatto segnare il maggior numero di morti in sole 24h, oggi si segnala un calo nei decessi, ma anche un aumento nel tasso di positività di oltre un punto percentuale. Dal monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità sull’emergenza Coronavirus in Italia, emerge invece che l’indice RT è tornato sotto 1 nella maggior parte delle Regioni, ma ce ne sono ancora alcune a rischio alto.

Covid-19, torna a salire il tasso dei positivi

Dal bollettino di oggi, 4 dicembre 2020, si rilevano 24.099 contagi da Covid-19 in Italia.

Un numero al rialzo rispetto a ieri, quando sono stati effettuati anche meno tamponi: 212.741 quelli di oggi, che portano un aumento dell’1,5% del tasso di positività. Questo, ritenuto ormai uno dei dati fondamentali per tenere sotto controllo la pandemia, si attesta oggi al 11,7%.

Dopo il record negativo di morti, oggi il bollettino fa segnare altri 814 morti, numero in calo ma ancora tremendamente alto. 25.576 invece i guariti, che fa si che il numero degli attualmente positivo perda qualche unità: ad oggi, in Italia, ci sono 757.702 persone positive al Covid-19.

Per quanto riguarda invece la situazione degli ospedali, la giornata di oggi fa segnare –30 pazienti in terapia intensiva e -572 ricoveri in regime ordinario.

L’indice RT torna sotto quota 1

Notizie diverse dal monitoraggio settimanale dell’ISS, nel cui rapporto sono contenute positive, ma anche tanti richiami all’attenzione. Viene riferito infatti che l’indice RT in Italia si attesta allo 0,91: valore sotto 1 in 16 Regioni e in quasi tutte si è evidenziato una “diminuzione significativa nella trasmissibilità“. Tuttavia, ci sono ancora Regioni classificate con rischio alto: nello specifico si tratta di Calabria, Puglia e Sardegna (ma l’isola solo a titolo precauzionale).

Altre 16 sono a rischio moderato e tra queste Marche, Molise, Veneto, Emilia Romagna e la provincia di Trento potrebbero passare a rischio alto in un mese, se la trasmissibilità non cambia.

Notizie meno confortanti anche per quanto riguarda la pressione sugli ospedali e le terapie intensive, che “supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale“. Seppur in diminuzione, la pressione resta alta ma il trend, riporta l’ISS, è incoraggiante.

Lombardia e Piemonte verso la zona gialla

I dati di questo periodo hanno spinto alcuni Governatori a guardare oltre l’ostacolo e fare previsioni a breve termine su quando le Regioni cambieranno colore.

Il governatore della Lombardia Fontana ha detto che “se i parametri continueranno ad essere quelli che oggi sono e forse miglioreranno anche, l’11 di dicembre dovremmo diventare zona gialla, terminate le tre settimane necessarie per il passaggio“. Lo stesso, poi, è tornato a contestare la scelta del Governo di vietare gli spostamenti tra Comuni il 25, 26 dicembre e 01 gennaio. “Sono cose che vanno nella direzione di una segregazione dei nostri cittadini, soprattutto degli anziani che rischiano di dover trascorrere le feste da soli” ha detto.

Stessa confidenza e stesse perplessità sul nuovo Dpcm anche per Alberto Cirio. Il governatore ha detto: “Da domenica 13 il Piemonte sarà in zona gialla”, nelle parole riportate da Andkronos. Sugli spostamenti, ha rivelato: “Conte ha comunicato che attraverso le faq avrebbe chiarito soprattutto che nella motivazione salute legata alla deroga sullo spostamento tra comuni si possa prevedere anche la salute sociale e il benessere psicofisico di una persona anziana permettendole di stare con la sua famiglia”.

Gli altri cambi colore nelle Regioni

Sempre di oggi la notizia che è pronto un cambio di colore per altre Regioni, certificato da un ordinanza del Ministro Speranza che dovrebbe essere firmata nel corso delle prossime ore.

Nello specifico, Campania, Toscana, Valle d’Aosta e Bolzano tornano in zona arancione.

Cambio in positivo anche per altre 5 regioni: Friuli, Marche, Puglia, Umbria ed Emilia invece passano in zona gialla.

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