farmaco sperimentazione covid

Un nuovo farmaco potrebbe rappresentare la speranza per molti casi di pazienti Covid-19: si tratta di un nuovo farmaco anti-virale, che si basa sull’utilizzo della molecola Molnupiravir, che per ora è stata testata solo sugli animali ma avrebbe dato ottimi risultati.

La notizia è stata data da Nature Microbiology e riporta i risultati emersi da uno studio condotto da un team di ricercatori della Georgia State University dal professor Richard Plemper che ha studiato gli effetti della molecola su un gruppo di furetti. 

Mulnopiravir: come funziona

La molecola, a quanto pare, avrebbe il grandissimo pregio di rendere non infettivo l’organismo che la assume.

Gli studi sui furetti avrebbero provato proprio questo: “Quando abbiamo messo nella stessa gabbia gli animali infettati e poi trattati insieme a furetti non trattati nessuno è stato infettato, mentre tutti i contatti dei furetti che avevano ricevuto il placebo sono risultati infettati“.

L’utilizzo di questi animali non è casuale: pare infatti che il comportamento del virus all’interno del corpo del furetto non sia molto dissimile da quello dell’uomo. Robert Cox, che ha co-diretto lo studio, ha dichiarato -come riportato da Adnkronos: “Abbiamo testato l’efficacia del molnupiravir a scopo terapeutico per attenuare l’infezione e bloccarne la trasmissione scegliendo questi animali perché trasmettono facilmente il virus ma hanno dei sintomi clinici minimi e ciò è molto simile a quanto accade nella propagazione del virus nell’uomo tra i giovani adulti”.

Aifa: cambiamenti per Redemsivir e Idrossiclorochina

Per un farmaco che sembra far fare un passo avanti, ce n’è uno la cui potenza ed efficacia è stata recentemente ridimensionata. L’Aifa ha infatti comunicato che l’utilizzo del Redemsvir, dell’eparina e dell’idrossiclorochina ha subito delle modifiche.

L’idrossiclorochina non potrà più essere utilizzata off-laser sia in uso terapeutico che profilattico, in quanto pare che il farmaco presenterebbe molti eventi avversi ed una scarsa efficacia in proporzione.

Il Redemsivir potrà essere usati solo in casi selezionati in cui il rapporto benefici/rischi viene considerato ottimale.

L’eparina, inoltre, pare abbia diverse reazioni avverse dimostrate, motivo per cui la scheda del farmaco è stata aggiornata con i dati degli ultimi studi: si parli reazioni allergiche reazioni lievi come pruriti ed eritemi, ma anche emorragie, trombocitopenie e trombociti.

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