LIDIA MENAPACE POLITICO

L’Italia dice addio ad un’altra delle figure che hanno fatto la storia dell’Italia negli anni della guerra e del dopoguerra. Lidia Menapace, 96 anni, ex staffetta partigiana ed ex senatrice, è morta all’età di 96 anni. Da giorni era ricoverata al reparto malattie infettive dell’ospedale di Bolzano, si suppone per complicanze dovute al Covid.

Chi era Lidia Menapace

Lidia Menapace -nata Lidia Brisca- rappresenta una pagina molto positiva della storia italiana. Ex senatrice di rifondazione comunista, è stata attivista del movimento pacifista e femminista ed è stata la prima donna ad essere eletta a Bolzano in consiglio provinciale, nonché la prima ad essere eletta in giunta provinciale.

La giovinezza

Come staffetta partigiana, Lidia Brisca era “Bruna” ed era di grado sottotenente: alla fine della guerra Lidia Menapace ha voluto rifiutare il riconoscimento economico ed anche il riconoscimento ufficiale del grado militare, dichiarando: “Non ho fatto la guerra come militare e ciò che ho fatto non è monetizzatile”. 

In tempo di pace si è laureata, a soli 21 anni, in lettere alla Cattolica di Milano per poi impegnarsi politicamente prima nella Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e poi nella Democrazia Cristiana.

Impegno politico e attivismo

Per tutta la vita è stata impegnata nell’attivismo e nella vita politica, fino al 2018, quando si candidò con Potere al Popolo! Ma non venne eletta, in quanto la lista non raggiunse lo sbarramento.

Aveva posizioni progressiste ed era fortemente contraria ai movimenti teologici e conservatori, nei confronti dei quali si esprimeva così: “Il dominio teocon comporta un vero fondamentalismo contro l’aborto, lotta senza quartiere contro Darwin, uso della guerra come strumento di civiltà e denuncia dei preti cattolici pedofili.

Franco Pagliarulo, Presidente Anpi, ha voluto celebrare la Menapace con un sentito addio: “È un lutto per l’Anpi, è un lutto per il Paese. Ciao Lidia, partigiana della democrazia, della pace, dell’uguaglianza, dei diritti delle donne, cioè dell’umanità. Resterai nella coscienza e nell’impegno di tutte e tutti noi”.