Manifestazioni per Giulio Regeni e Roberto Fico

L’indomani della chiusura delle indagini sulla morte di Giulio Regeni, non cessano di far clamore le parole usate dalla Procura per riassumere quanto emerso da anni di indagini. Sotto accusa ora ci sono 4 agenti dei servizi segreti egiziani, responsabili del sequestro e della morte del ricercatore. Sul caso, è esplosa anche la rabbia del Presidente della Camera Fico, che non ha usato mezzi termini e chiuso le porte all’Egitto.

Le accuse agli 007 egiziani per Giulio Regeni

La Procura di Roma ha notificato la chiusura delle indagini ai legali dei colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, il generale Sabir Tariq e a Magdi Abdelal Sharif, l’uomo accusato di aver ucciso Giulio Regeni.

Ci sarebbero loro per gli inquirenti dietro la scomparsa, nel gennaio 2016, del ricercatore, ritrovato giorni dopo morto ai lati della strada, alla periferia del Cairo.

Hanno fatto molto clamore le dichiarazioni sulle torture subite da Regeni, pervenute tramite numerose testimonianze che aprirebbero finalmente uno squarcio di verità nella delicata vicenda internazionale. Giulio Regeni sarebbe stato seviziato per 9 giorni, ma era sotto l’occhio della National Security da tempo.

Regeni sotto controllo: cancellati i video della metro

Da quanto emerge da alcuni passaggi relativi soprattutto all’archiviazione del quinto 007, Mahmoud Najem, si apprendono nuovi sospetti della Procura sul caso Regeni.

Per gli inquirenti “devono essere valutate le condotte di alcuni ufficiali della National Security“. Nello specifico, “viene negata dagli stessi ogni azione nei confronti di Giulio Regeni, poi si ammette di averlo attenzionato per tre giorni e infine si ammette di averlo controllato per un periodo più lungo“.

Il ricercatore quindi sarebbe stato sotto controllo da tempo, sino al momento del suo rapimento.

Di quel giorno, inoltre, sarebbero stati cancellati i video della metropolitana del Cairo. Alcuni ufficiali del team investigativo, viene riferito dai documenti degli inquirenti, “riferiranno di avere visionato i video della metropolitana de Il Cairo, circostanza che dapprima sarà smentita e che, poi, porterà verosimilmente alla cancellazione dei video di interesse“.

Fico tiene chiuse le relazioni con l’Egitto

Tra le reazioni più dure dopo quanto comunicato dalla Procura, c’è quella del Presidente della Camera Roberto Fico. In un’intervista ad Al Jazeera, riporta Adnkronos, Fico ha usato la mano pesante: “Come Camera dei deputati manterremo ferma la nostra azione rispetto al chiudere le relazioni diplomatiche con l’Egitto“.

I rapporti tra i due Parlamenti, per la verità, sono stati interrotti già a novembre 2018. Questo perchè: “Siamo stati senza dubbio sconcertati da quello che hanno scritto i procuratori della Repubblica italiana perché sono delle accuse alla National Security egiziana gravissime, delle parole assolutamente agghiaccianti“.

Più “blande” le parole del Ministro degli Esteri Di Maio, che ieri ha dichiarato in una nota diffusa da Ansa: “Il dialogo tra la procura di Roma e quella egiziana è stato un passo avanti, ma evidentemente non basta.

Quanto descritto dalla magistratura italiana su Giulio è inquietante“. La famiglia di Regeni ha attaccato proprio Di Maio e Conte, che chiedono fatti concreti, il ritiro dell’ambasciatore italiano in Egitto e più forza nel perseguire la verità sulla morte del figlio.

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