Silvia Slitti in primo piano

Silvia Slitti, una delle wedding planner più famose e apprezzate d’Italia, da anni punto di riferimento per le nozze dei vip, si è lanciata in una nuova ambiziosa avventura.

In questo periodo di emergenza Covid, che ha messo in difficoltà il settore delle cerimonie e bloccato i matrimoni, Silvia Slitti ha voluto fornire un sostegno alle coppie che organizzano le nozze creando un manuale da seguire per la realizzazione della cerimonia dei propri sogni, svelando la sua ricetta per un matrimonio perfetto.

La ricetta per nozze da sogno

Silvia, da cosa nasce la voglia di svelare i segreti del tuo mestiere?

In un periodo come questo ho pensato che potesse essere utile avere una sorta di wedding planner a portata di mano, un manuale da seguire passo passo per chi si trova a organizzare il matrimonio. 

Quando si organizza un matrimonio gli elementi da considerare sono tantissimi, dal vestito, al menu, passando anche per la gestione dei parenti. Quali sono i 3 ingredienti per una cerimonia perfetta?

L’elemento più importante è la gestione delle tempistiche. Bisogna saper scandire alla perfezione gli avvenimenti della giornata per non fare annoiare gli invitati, bisogna riuscire ad attrarli continuamente con qualcosa.

Di conseguenza diventano importantissimi il menu e la musica, cioè l’intrattenimento. Sono bandite le cerimonie “vecchio stampo” dove si sta ore seduti al tavolo, perché l’entusiasmo poi si spegne. Gli invitati devono ricordarsi quanto si sono divertiti. Infine è fondamentale prestare attenzione al servizio fotografico, perché quel giorno è talmente carico di emozioni che non si possono poi ricordare tutte e si potranno rivivere solo se sono state immortalate a dovere.

Così ho realizzato il sogno di diventare wedding planner

Il tuo libro parla anche di come sei partita da zero realizzando il sogno di diventare wedding planner, quali sono state le tappe del tuo percorso?

In questi anni ho ricevuto numerose richieste da parte di ragazze che hanno il desiderio di svolgere la mia professione. Mi chiedevano come ho iniziato, che corsi si possono fare e una volta per tutte ho raccontato come ho fatto io. Il matrimonio è per molte donne uno dei giorni più belli della propria vita e fare la wedding planner, organizzarlo in maniera così intensa e coinvolgente permette di sentirsi come se ogni volta il matrimonio fosse il proprio.

È un lavoro che regala emozioni pazzesche e incredibili, permette di stare sempre in mezzo a persone felici, non tutti i lavori sono così. Io amo il mio lavoro.

Quali sono le difficoltà più grandi e come ti prepari per tutti gli imprevisti che possono accadere durante la cerimonia?

Chi si affida a una figura come la mia deve scaricare su di me tutte le ansie e le preoccupazioni dei preparativi, non si deve quasi accorgere della complessità dell’organizzazione.

Bisogna risolvere i problemi prima ancora che arrivino agli sposi. Non bisogna intaccare la loro serenità. Serve elasticità mentale, velocità di risoluzione dei problemi e avere sempre un piano C perché a volte il piano B non basta.

Silvia Slitti, la wedding planner dei vip

Hai curato i matrimoni di tantissimi personaggi famosi, quale ti ha soddisfatto di più tra quelli che hai contribuito a realizzare?

Sono particolarmente combattuta tra due. Per la difficoltà quello di Diego Simeone, perché è durato 3 giorni e si trattava di personaggi molto importanti che ci tenevano alla privacy. Come ospite c’era addirittura Andrea Bocelli.

In questi casi è difficile che vada tutto liscio e che non trapeli niente. Abbiamo addirittura sequestrato i telefonini e fatto firmare contratti di riservatezza, ma alla fine è stato un successo. Dal punto di vista emotivo invece, il matrimonio di Luca Toni e Marta Cecchetto, perché ero sia la wedding planner che la testimone di quelli che per me sono come un fratello e una sorella, perciò un minuto piangevo e quello dopo urlavo a qualcuno (ride [NdR]), poi tornavo a fare la testimone, è stato bellissimo.

Come è stato invece il tuo matrimonio con Giampaolo Pazzini?

C’era una pioggia torrenziale, mi sono sposata sul lago di Como in un posto molto romantico con cerimonia religiosa.

È stata un’emozione enorme perché avevo tutti e 4 i miei nonni presenti ed ero incinta del mio bambino. è stato l’inizio di una nuova vita avendo intorno tutte le persone che più amo. Ho un ricordo bellissimo di quel giorno e anche Giampaolo. Lui è rimasto come da Galateo di spalle senza girarsi a guardarmi fino a quando gli sono arrivata accanto all’altare. Ci siamo guardati e lui mi ha fatto un sorriso bellissimo e mi ha detto “Mamma mia quanto sei bella”.

Da lì in poi tutto è  stato annebbiato dalla felicità.

Che significato ha per te oggi la parola matrimonio?

Io vivo il matrimonio molto seriamente, è la promessa di stare per tutta la vita con una persona. Per tutta la vita è un tempo lungo, con molti momenti di difficoltà e secondo me il matrimonio è il collante per andare avanti. È la responsabilità di aver scelto di stare con quella persona per sempre e secondo me purtroppo questo concetto negli ultimi anni si è perso.

Un manuale per le nozze ai tempi del Covid

Tu sei sposata con un calciatore quindi hai cambiato spesso città e sei diventata anche mamma, come hai coniugato famiglia e lavoro?

La cosa bella del mio lavoro è che si muove con me, in qualsiasi posto io sia. Non è mai stato un problema dove fossi, ho preso aerei, treni, ho fatto km in macchina, non ho mai mai fatto sentire il peso della distanza ai miei clienti. Inoltre mi sono sempre spostata con mio figlio finché ho potuto, me lo sono sempre portato dietro con me e questo mi ha dato molta serenità.

Per quale motivo ti senti di consigliare il tuo libro?

Per cosa merita di essere letto?

Mi piacerebbe che non fosse un libro solo per le donne che si devono sposare, ma che sia una lettura piacevole per tutti, leggera, piena di spunti che possono aiutare chi si sposa o chi ha figli o amici che stanno organizzando le nozze e per chi ama l’amore in generale. Me l’hanno chiesto tante mamme per le figlie che si devono sposare, per poter rispondere alle loro domande e farsi trovare preparate. Questo è lo spirito con cui l’ho scritto.

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