Cronaca

Condannata “l’infermiera killer” Daniela Poggiali: 30 anni per omicidio

Daniela Poggiali, l'infermiera ritenuta responsabile della morte di un anziano paziente, è stata condannata a 30 anni di carcere
mano di un anziano tenuta da un infermiere

Nuovo capitolo della controversa vicenda giudiziaria legata alla cosiddetta “infermiera killer” Daniela Poggiali, trovata oggi colpevole della morte di un uomo di 95 anni. Questa condanna riguarda solo uno dei processi per i quali la donna è in corso di procedimento: era già stata ripetutamente assolta per la morte di un’altra donna, ma la Cassazione ha annullato per ben due volte la sentenza.

Daniela Poggiali condannata per la morte di Montanari

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Ravenna non ha fatto sconti a Daniela Poggiali, ex infermiera dell’Ausl Romagna trovata oggi colpevole di omicidio pluriaggravato.

La vittima è Massimo Montanari, 95enne morto nell’ospedale di Lugo a marzo del 2014 e nei confronti del quale, è stato rilevato nel processo, la Poggiali aveva un “conto aperto”.

5 anni prima, riportano le fonti, l’infermiera era stata nell’ufficio di Montanari, datore di lavoro del compagno della Poggiali, e se n’era andata con alcune minacce all’uomo e alla sua segretaria. Così, nel 2014 lo avrebbe ucciso con una iniezione di cloruro di potassio.

Per la sua morte è stata condannata a 30 anni di carcere, pena che considera già lo sconto della pena previsto dal rito abbreviato: i giudici avevano infatti accordato l’ergastolo chiesto dalla Procura.

In attesa del terzo appello per l’omicidio di Rosa Calderoni

Come detto, non si tratta dell’unico processo in corso per Daniela Poggiali. A suo carico c’è anche quello per la morte di Rosa Calderoni, paziente 78enne morta l’8 aprile 2014 a causa di una iniezione di potassio, mentre si trovava nell’ospedale di Lugo e sotto le cure della Poggiali. Un processo molto controverso, questo: la Poggiali è stata infatti prima ritenuta colpevole in primo grado, poi per ben due volte innocente nel processo d’appello, l’ultimo risalente a maggio 2019.

In entrambi i casi, la Cassazione ha ritenuto di dover annullare la sentenza e disporre un nuovo giudizio e ora Daniela Poggiali attente l’inizio dell’appello ter.

Riguardo la condanna odierna, ha espresso soddisfazione il Procuratore capo di Ravenna, che come riporta il Resto del Carlino ha anche sottolineato che “c’è stata una attenzione estrema su 38 casi sospetti”, tutti relativi a pazienti deceduti all’ospedale di Lugo quando c’era di turno la Poggiali“.

Quello di Montanari, però, è quello sul quale “sul quale abbiamo raccolto elementi che riteniamo incontrovertibili“.

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