volante dei carabinieri

Nella giornata di domenica il terribile caso di cronaca che ha sconvolto Trebaseleghe, in provincia di Padova. Un uomo di 49 anni, Alessandro Pontin, ha ucciso a coltellate i suoi due figli, una ragazza di 15 anni e suo fratello di 13, prima di togliersi la vita. Ora parla Roberta Calzarotto, l’infermiera 47enne madre di Francesca e Pietro, le due giovani vittime.

La disperazione della madre delle vittime

Lui ha voluto punirmi così, portandomi via ciò che di più caro avevo al mondo, i miei figli“, parla così la madre di Francesca e Pietro in un’intervista a Repubblica dopo la tragica morte dei suoi due figli per mano del padre.

È stato violento fin dall’inizio, subito dopo il matrimonio. Per questo mi sono separata“, racconta ancora ricostruendo i primi anni della loro relazione. Sottolinea di aver parlato con le Forze dell’ordine di quello che accadeva in casa: “Gli atteggiamenti che io ritenevo aggressivi non bastavano alle forze dell’ordine. Evidentemente noi donne dobbiamo avere il volto insanguinato per essere credute“, sottolinea con rabbia.

Poi parla del rapporto tra l’uomo e i ragazzi: “Nutriva una rabbia profonda perché io mi sono rifatta una vita giusta, con un nuovo compagno.

I ragazzi stavano benissimo qua con noi mentre, invece, non erano sempre contenti di andare lì da lui“. Appena qualche giorno fa ha visto i suoi figli per l’ultima volta, “sabato pomeriggio, quando li ho accompagnati a casa del padre, l’assassino che nessuno ha fermato e che me li ha portati via per sempre“.

Gli alimenti

Dopo l’omicidio-suicidio, Claudio Calzarotto, fratello di Roberta Calzarotto, aveva rivela gli aspetti giudiziari e gli ultimi risvolti della separazione: “Mia sorella percepiva 100 euro al mese per i due bambini e al magistrato sembrava una cifra non adeguata, eccessivamente bassa.

Lei aveva chiesto qualcosa di più, ma proprio questa settimana è stato tutto archiviato e lei era molto arrabbiata. Sembrava che lui non avesse colpe e invece“, aveva raccontato. Ora anche lei chiarisce: “Il giudice ha stabilito che mi avrebbe dovuto dare 200 euro mensili. Credo sia il minimo che si può chiedere, non esiste cifra minore per provvedere al mantenimento di due figli. E io a tirare su quei due ragazzi da sola, senza aiuti“.

Pontin “ha saldato il conto solo qualche mese fa, grazie al procedimento penale aperto con la mia denuncia”, sottolinea.