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Joseph McDonald avrebbe picchiato a morte il figlio di 7 settimane perché il piccolo lo avrebbe disturbato mentre era intento a giocare ai videogame. La Corte Suprema di Victoria, in Australia dove è avvenuta la terribile tragedia, ha emesso la condanna per questo padre che ha messo fine alla vita del figlio in preda ad uno scatto d’ira.

Uccide il figlio perché “disturbato” mentre giocava alla PlayStation

Secondo quanto riportano le fonti locali, la compagna Samantha Duckmanton si trovava in cucina mentre il figlio Lucas, di sole 7 settimane, era in soggiorno col padre che stava giocando ai videogame.

All’improvviso la donna ha raccontato di aver sentito un pianto acuto provenire dalla stanza accanto ma quando si è mossa per andare a controllare, davanti a lei ha trovato il suo compagno con il bambino in fasce che l’avrebbe tranquillizzata dicendole che lo stava cambiando.

Il piccolo però accusa i colpi inferti dal padre, un malessere che al principio viene scambiato come collaterale al fatto che la mattina stessa si fosse sottoposto ad un vaccino. Dopo qualche ora però, di fronte al peggioramento delle sue condizioni, il piccolo viene trasferito in ospedale dove in poche ore gli viene diagnosticata un’emorragia cerebrale e, sua terribile conseguenze, viene confermato il suo decesso.

Il padre si consegna alla polizia

Dichiarato il decesso del piccolo, sono i medici a confermare che quella lesione cerebrale non fosse accidentale ma inferta intenzionalmente al piccolo. Una dichiarazione che al principio porta il padre Joseph a scappare dall’ospedale con l’intendo di sfuggire dopo ciò che aveva commesso. Poche ore dopo però, l’uomo si è consegnato alla polizia ammettendo l’omicidio del figlio.

La condanna a 9 anni di carcere

Arriva ad un anno di distanza la decisione della Corte Suprema di Victoria che ha deciso di condannare il padre a 9 anni di carcere. La difesa dell’uomo aveva cercato di ottenere tutte le attenuanti del caso puntato su alcuni disturbi di rabbia dell’uomo e sulla dipendenza dai videogame oltreché al consumo di marijuana prima di avventarsi sul piccolo. Proprio qualche settimana prima di commettere l’atroce gesto infatti, l’uomo avrebbe cercato una soluzione ai suoi scatti d’ira, un problema noto anche alla compagna a cui aveva già chiesto scusa.

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