test gravidanza

L’Argentina ha appena fatto un balzo in avanti nella contemporaneità approvando la legge che permette l’aborto alle donne, fino alla 14esima settimana di gravidanza.

Fino ad oggi era ancora in vigore una legge del 1921 che vietava l’aborto se non in casi di stupro (e comunque nelle 14 settimane). La legge ha avuto l’approvazione del Senato con 38 voti favorevoli e 29 contrari.

Grande successo per il movimento abortista

I Fazzoletti verdi, il movimento progressista che da anni si batteva per ottenere l’interruzione volontaria di gravidanza in Argentina, ha avuto la meglio. Da anni si lottava affinché una legge garantisse la volontà delle donne e si potesse dunque combattere l’enorme numero di aborti clandestini che venivano praticati nel Paese e che portavano spesso a conseguenze terribili per la salute della donna.

Si consideri che, in tutto, si calcola che nel solo 2016 siano state 40mila le donne ricoverate con gravi conseguenze dovute ad aborti fatte da persone non autorizzate né competenti e che hanno messo a serissimo rischio la salute delle persone.

Silvia Sapag, pro abortista e senatrice argentina, ha dichiarato che per il Paese questo è un passo in avanti enorme nel riconoscimento dei diritti delle donne: “Quando sono nata io, le donne non votavano, non potevamo ereditare né andare all’università.

Non potevamo divorziare, non avevamo pensioni per le casalinghe. Quando sono nata io, le donne non erano nessuno. Provo emozione per la lotta di tutte le donne che sono fuori ora a manifestare per questa legge”.

La posizione della Chiesa

Enigmatica la posizione di Papa Francesco, che in seguito alla notizia dell’ok alla legge, ha dichiarato: “Tutti nasciamo perché qualcuno ha desiderato per noi la vita”. 

Vatican News ha riportato le opinioni di alcuni arcivescovi argentini, che hanno preso le distanze dalla legge.

Monsignor Andrés Stanovnik per esempio avrebbe dichiarato: “La vita è sempre un dono di Dio e come tale è sempre benvenuta (…) Verità, libertà, giustizia e amore vanno di pari passo perché sono valori inerenti alla dignità della persona, dal concepimento e fino alla morte naturale”. Monsignor Victor Manuel Fernandez ha invece dichiarato: “Preghiamo il Signore affinché infonda nel nostro popolo e nelle autorità un profondo spirito di amore e di cura per la vita. Preghiamo anche per noi, affinché siamo coerenti nella difesa della vita in ogni sua fase, vicini agli abbandonati, agli emarginati, agli scartati da una società egoista”.

Poco prima del voto in Senato davanti al palazzo si era radunata una folla di anti-abortisti manifestanti, al grido di “Per un #Natale senza aborto: facciamo di nuovo la storia”.

L’aborto in Italia

Dal 1978 in Italia è possibile abortire (legge 194). In Italia l’interruzione volontaria di gravidanza è possibile nei primi 90 giorni di gestazione o amenorrea (ovvero assenza di ciclo) ed è possibile affettiarla in due modi: aborto farmacologico e aborto chirurgico.

L’aborto farmacologico avviene tramite somministrazione di mifepristone (meglio conosciuta come pillola RU486) entro le 9 settimane di gravidanza compiute, presso strutture ambulatoriali attrezzate, o in day hospital in centri specializzati.

L’aborto terapeutico è possibile, in Italia, nel caso in cui la gravidanza comporti gravi rischi psico-fisici per la gestante o nei casi in cui il feto presenti anomalie che possano determinare gravi rischi per la donna.

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