Il Linguafondaio: Manolo Trinci

Ci tengo ad aprire il nuovo anno, smentendo subito una leggenda metropolitana scolastica, che ogni tanto, purtroppo tenta di riemergere.

Fino a una quindicina di anni fa la scelta di iniziare un periodo con la congiunzione E in un tema scolastico era veramente coraggiosa, perché veniva giudicata da un qualsiasi professore non solo come un errore, ma come un vero e proprio delitto di lesa maestà, che veniva segnalato con la penna rossa (solo con la rossa, perché il matitone bicolore rosso e blu, ai tempi in cui frequentavo il liceo, si era già estinto).

Oltre alla segnalazione, lo/la zelante professore o professoressa, maestro o maestra, ricordava all’alunno di turno che bisognava assolutamente evitare di iniziare un periodo con E e con Ma, senza nessuna spiegazione aggiuntiva, perché non si poteva e basta.

Divieto superato

Questo divieto, oggi, è stato superato. Tantissimi scrittori nostrani usano tranquillamente le congiunzioni E e Ma a inizio periodo. Dopo anni e anni, possiamo provare a dare una spiegazione logica al motivo per il quale i nostri cari professori non sopportavano che si iniziasse un periodo con una congiunzione.

Partiamo dalla congiunzione e. Il compito “naturale” della congiunzione e, come ben sappiamo, è quello di unire due parole o due frasi o aggiungere qualcosa di cui si è parlato in precedenza.

Bello e bravo; I ragazzini corrono e si divertono con il pallone; Ho comprato il pane, il latte e la birra. E fin qui tutto torna, ma come sanno bene gli studiosi della nostra lingua, le parole possono anche subire una conversione, possono essere assegnate a una nuova categoria grammaticale.

Si pensi a verbi come fare e dire, i quali se fossero preceduti da un articolo, subirebbero una conversione, diventando due sostantivi (il fare e il dire). Lo stesso è avvenuto per la congiunzione e che si è “convertita” a nuovi usi!

E io inizio un periodo così

Perché iniziare un periodo con la congiunzione potrebbe essere utile? Innanzitutto potrebbe essere usata, insieme al punto, per dare maggiore forza ed evidenza a quello che diciamo: Luca è stato perfido e vile è diverso da Luca è stato perfido. E vile. Lo stacco tra perfido e vile, fa sì che il lettore dia più peso all’aggiunta, al secondo aggettivo, vile. È come se questo venisse sottolineato. Mentre nel primo esempio i due aggettivi sono sullo stesso piano.

Oppure, riportando il famosissimo meme che gira da anni sul web, un conto è scrivere: Sono vivo e vegeto; un altro è scrivere Sono vivo.

E vegeto. Nel primo caso chi parla è in buona salute; mentre nel secondo esempio, il soggetto non è che sa la passi benissimo, magari è una persona ammalata o uno che vive una vita inattiva e priva di interessi.

Il dialogo che incalza

Un altro uso interessante della e a inizio frase si potrebbe avere all’interno di un dialogo “incalzante”, nel quale una madre fa capire al proprio figlio che non può rientrare a casa quando gli pare, perché questa casa non è un albergo.

‒ Ti sembra questa l’ora di rientrare?
‒ Avevo il compleanno di Luca, non ti ricordi?


‒ E da quando i compleanni durano fino alle 6 del mattino seguente?
‒ Ma lo hanno fatto anche gli altri…
‒ E a me degli altri cosa importa?
‒ Ha fatto tardi persino Marco… e i suoi genitori non gli dicono niente…
‒ E quindi?

Se non avessi usato la congiunzione E nelle tre battute, queste sarebbero risultate prive di efficacia e di mordente e non avrebbero reso l’idea dello stato d’animo incazzoso della madre: un conto è dire E a me degli altri cosa importa?; un altro è dire A me degli altri cosa importa? Si sente che manca un pezzo, il pugno duro, l’inflessibilità.

L’espressività di un Ma

La medesima cosa vale per il Ma a inizio frase, che non va visto come una congiunzione avversativa, che contrappone cioè due frasi o due parole (Bello ma non balla), ma come una parolina che in quel momento usiamo per dare più espressività a quello che diremo. La possiamo usare, per esempio, per cambiare discorso (Ma cambiamo discorso); per cercare di tornare al discorso precedente (Ma torniamo a noi); e addirittura per tappare la bocca di uno scocciatore (Ma taci!). L’ultimo esempio è amatissimo dai partecipanti ai talk show televisivi.

Approfondisci

Tutti gli articoli del Linguafondaio

Femminicidio: termine nuovo per un’estrema forma di violenza sempre esistita

Presepe o presepio? Come si dice