Dillermand - l'uomo col pene più lungo del mondo

Con un pene lungo si può fare qualsiasi cosa: frustare gli animali, mandare in cielo i palloncini, spegnere il fuoco e persino salvare il mondo.

Sto parlando della nuova serie animata danese dal titolo Dillermand (letteralmente “uomo-pene”), 13 puntate destinate ai bambini dai 4 agli 8 anni.

Cosa devono capire i bambini guardando questa serie? Che quello che conta è un pene di grandi dimensioni. E si torna a ragionare su logiche dimensionali maschili, non bastassero alcuni discorsi governativi a ricordarci che ancora oggi c’è chi ragiona con il membro e che l’obiettivo è quello di averlo più duro degli altri maschi alfa.

Dillermand: una serie per bambini

Torniamo alla serie per bambini.

Quindi, c’è questo pene lungo, attaccato ad un maschio, che fa cose, a volte riesce ad essere controllato dal suo uomo, altre volte no e combina pasticci, ma poi alla fine va sempre tutto bene, d’altronde è una serie per bambini.

La grafica è antica esattamente come i messaggi che invia alle nuove generazioni. Il super eroe è super dotato e fa cose buone esattamente come vuole tradizione, ma il suo grande super potere sta nella lunghezza del suo organo genitale, come se questa fosse la vera essenza di un uomo (sforzandoci a ragionare secondo le loro logiche estensive, qualcuno dovrebbe dire agli autori, che di maschi e di anatomia non capiscono un granché, che la dimensione più importante di un pene non è la lunghezza: parola di chi un pene lo usa non per recuperare palloncini!).

Una logica patriarcale e penocentrica

Questa serie dimostra ancora una volta di quanto sia difficile andare oltre ad una logica patriarcale e penocentrica, ancora troppo diffusa e non solo in Danimarca.

Ogni giorno ci sono persone che lottano per la parità di genere, o meglio perché il genere non sia più una discriminante.

Ogni giorno ci sono persone che lottano contro il body shaming, il bullismo, le molestie e la violenza.

Ogni giorno ci sono persone che lottano a favore della diversità, perché è qui che risiede l’essenza della bellezza.

Che futuro può avere una società che insegna ai bambini che i supereroi sono quelli con il pene, e che più lungo lo hanno, più hanno potere?

I bambini di oggi sono gli uomini di domani: quali pensieri avranno?

E tornando ai bambini cosa sarà loro insegnato? Che il pene è un giocattolo, che con lui si può salvare il mondo, che il valore di un uomo si misura sulla lunghezza del membro? E quali idee avranno questi futuri uomini?

I sostenitori della serie si affannano nel dire che la sessualità va vissuta anche come un gioco: vero! Ma cosa centra la sessualità con le misure e con le narrazioni oggetto delle puntate?
L’educazione sessuale alle elementari dovrebbe essere un diritto, ma i contenuti non sono certo quelli dimensionali, quanto piuttosto quelli dell’affettività e dell’emotività.

E le bambine? Gli autori stanno pensando ad una serie con la protagonista dotata di labbra gigantesche: GIÙ LE MANI DALLA VULVA!