Strage di Viareggio, striscione con i volti delle vittime

Una sentenza totalmente inattesa quella della Corte di Cassazione che oggi ha espresso la parola finale in merito alla strage di Viareggio. La Corte non ha riconosciuto l’aggravante dell’infortunio sul lavoro e ha rimandato alla corte d’Appello di Firenze per l’Appello bis.

Fuori del Tribunale, i famigliari delle 32 vittime hanno accolto la notizia con stupore e disperazione. Increduli hanno più volte chiesto se davvero la decisione presa fosse quella.

Strage di Viareggio: la sentenza della Cassazione

I giudici della Corte di Cassazione hanno dichiarato prescritti gli omicidi colposi plurimi e aggravati collegati alla strage di Viareggio, senza riconoscere dunque l’aggravante di infortunio sul lavoro e disponendo un processo in appello bis solo per il reato di disastro ferroviario colposo.

Appello bis anche per l’ex amministratore delegato di FS e RFI Mauro Moretti, undici gli imputati condannati in via definitiva per disastro ferroviario colposo, tra questi, riferisce Ansa, c’è anche l’ex AD di Trenitalia Vincenzo Soprano, sette dirigenti di società tedesche e austriache, i manager italiani Paolo Pizzadini, Daniele Gobbi Grattini e Mario Castaldo (ad della Carbo Chemicale e responsabile del settore Industria Chimica e Ambientale di Ferrovie dello Stato).

Anche per loro, la pena sarà stabilita dalla Corte d’Appello di Firenze proprio per via della prescrizione del reato di omicidio colposo plurimo.

In aula non erano presenti i familiari delle vittime, ai quali è stata negata la partecipazione, in compenso però c’erano 32 t-shirt bianche con i volti di coloro che in quella tragica notte del 29 giugno 2009 hanno perso la vita.

La disperazione dei familiari

Ditemi che non è vero grida una donna mentre va incontro ai legali in uscita dal tribunale, “È una vergogna” afferma un altro, una scena straziante, un dolore così forte aumentato da una sentenza che non trova spiegazione al momento e che, come spiega uno dei legali, bisognerà attendere i depositi delle motivazioni per capirla.

È una sentenza che cancella la frase la Legge è uguale per tutti dall’aula magna della cassazione. E1 una sentenza che non è definitiva. (…) alcuni profili di colpa sono venuti meno e altri no. (…) questo è per i famigliari del tutto inaccettabile” ha commentato a SkyTg 24 l’avvocato delle famiglie delle vittime Massimiliano Gabrielli.

Oggi cosa racconto a mio figlio? Quale responsabilità gli vado a prorporre di fronte ad un paese che non è responsabile dei propri disastri” ha commentato sempre a SkyTg 24 Marco Piagentini, che nella strage ha perso moglie due figli, salvo il terzo, mentre lui, che di quella strage ne è diventato il volto, ha riportato gravi ferite.

La strage di Viareggio

Erano le 23.48 del 29 giugno 2009, quando un treno cisterna deragliò nei pressi della stazione di Viareggio. Il convoglio trasportava GPL che, a contatto con il suolo, ha preso fuoco scatenando una devastazione indescrivibile: esplosioni, palazzine distrutte e fuoco.

Le fiamme inarrestabili hanno travolto case, auto e persone portando via 32 persone, compresi diversi bambini, e lasciando dietro di sé una scia di sopravvissuti e feriti. 11 delle 32 vittime persero la vita in pochissimi minuti, neanche il tempo di provare a mettersi in salvo.

Bisognerà aspettare il 2013 per avere il primo rinvio a giudizio per 33 imputati, la prima sentenza fu emessa il 31 gennaio 2017, condannando a 7 anni e 6 mesi Michele Mario Elia, AD di RFI nel 2009, a 7 anni di carcere Mauro Moretti e a 7 anni e 6 mesi Vincenzo Soprano, AD di Trenitalia e di FS Logistica.

La sentenza è stata confermata il 20 luglio 2019

I familiari delle vittime di Viareggio si sono riunite in un’associazione onlus Il mondo che vorrei e da allora lottano per avere giustizia per i loro cari scomparsi.

Approfondisci:

Strage di Viareggio, i giudici: non valutati tutti i rischi di un deragliamento