Il Presidente Donald Trump

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato bannato da Twitter. Storica decisione quella dell’azienda di San Francisco, che dopo anni di battaglie con il tycoon americano ha deciso di chiudergli in faccia le porte del suo social network, dopo quanto successo durante l’assalto al Campidoglio di Washington. Al ban, Trump ha risposto duramente.

Trump cacciato da Twitter

Tanto tuonò che piovve, dice il detto. Così, mentre si attendono gli esiti di un possibile impeachment a pochi giorni dalla fine del suo mandato, Donald Trump “paga” il primo scotto dopo quello che da molti Paesi è stato definito come il peggior attacco alla democrazia degli Stati Uniti: il 6 gennaio un gruppo di manifestanti, incitati da alcune parole di Trump, ha invaso la sede del Senato americano, impedendo la nomina di Joe Biden come nuovo Presidente.

Non una protesta pacifica: vetri sfondati, Campidoglio invaso, colpi d’arma da fuoco che hanno prodotto, in tutto, 5 morti (tra questi 1 agente di polizia).

Mentre avveniva quello che per alcuni media americani è “un colpo di Stato”, Trump twittava alcuni messaggi ritenuti incitamento alla violenza.

Da qui la decisione di Twitter: l’account di Donald Trump è stato sospeso e sono stati cancellati anche alcuni tweet da quello dedicato al Presidente degli Stati Uniti.

Sospeso e poi bannato: “Rischio inciti violenza”

La decisione di Twitter arriva dopo aver già inizialmente sospeso per 12 ore l’account di Trump, se non avesse rimosso i tweet e il video in cui si ritiene incitasse i manifestanti: “Vi amiamo, siete speciali, ricordate questo giorno storico” diceva, mentre le ormai celebri e potenti immagini degli invasori di Washington facevano il giro del mondo.

Decisione simile a quella di Facebook, che ha deciso di bloccare il suo account almeno fino all’insediamento di Biden il 20 gennaio (a cui Trump ha annunciato che non parteciperà).

Twitter ha deciso di bannare Trump dalla propria piattaforma in modo permanente “a causa del rischio di ulteriori incitamenti alla violenza“, riferisce l’azienda di Jack Dorsey. Trump perde così uno dei suoi principali megafoni in questi anni, dal quale parlava a 88 milioni di follower.

Trump rilancia: “Sviluppare nostra piattaforma

La risposta di Trump, curiosamente, è arrivata proprio da Twitter.

Il Presidente Uscente ha usato infatti l’account istituzionale per rispondere al ban di Twitter e attaccare il social. “Come dico da molto tempo, Twitter si è spinto sempre più in avanti con il bavaglio alla libertà di parola – ha scritto prima che venisse cancellato anche questo tweetGli impiegati di Twitter si sono coordinati con i democratici e la sinistra radicale per rimuovere il mio account dalla loro piattaforma, per mettere a tacere me, voi, 75 milioni di grandi patrioti che avete votato per me“.

Quindi, l’annuncio della possibile contromossa (anche in vista delle prossime elezioni del 2024): “Abbiamo avuto negoziati con vari altri siti e presto ci sarà un grande annuncio, intanto guardiano anche alle possibilità di sviluppare la nostra piattaforma nel prossimo futuro“.

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